ACCERTAMENTO E CONTENZIOSO

Accertamento su conti correnti e onere della prova

L’articolo 2697 cod. civ. prevede espressamente che “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda”. Tale principio generale in tema di…

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Gli atti compiuti post PVC sono rilevanti per il termine dei 60 giorni?

Come noto, l’articolo 12, comma 7, L. 212/2000, recante disposizioni in materia di Statuto dei diritti del contribuente prevede che, nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare, entro sessanta giorni,…

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Utile imputato ai soci: presunzione valida con sentenza definitiva

La Corte di Cassazione è tornata ad affrontare i profili processuali inerenti l’automatica attribuzione ai soci del maggior reddito accertato in capo alla società di capitali a ristretta compagine sociale, focalizzando l’attenzione sui rapporti tra i contenziosi derivanti dall’impugnazione dei distinti atti impositivi destinati, rispettivamente, alla società ed ai soci. Al riguardo giova ricordare che…

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La cartella di pagamento deve essere adeguatamente motivata

L’articolo 3 L. 241/1990 prevede espressamente che: “ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l’organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle…

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La condotta commerciale anomala giustifica l’accertamento analitico-induttivo

In tema di imposte dirette, è legittimo procedere alla rettifica delle componenti reddituali sulla base di un accertamento analitico-induttivo anche quando si sia in presenza di scritture contabili regolarmente tenute, purché le medesime siano contestabili in forza di valutazioni condotte sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti che facciano dubitare della veridicità e correttezza…

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Sanatoria delle irregolarità formali: novità del D.L. 119/2018

L’articolo 9 D.L. 119/2018, nella sua versione definitiva a seguito della conversione operata L. 136/2018, prevede la possibilità di aderire ad una sanatoria degli errori formali commessi dai contribuenti sino alla data del 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del decreto-legge). Giova da subito evidenziare che il testo definitivo della norma che ci…

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Procedure di accertamento su reddito d’impresa

L’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria in capo ai contribuenti è sempre preceduta da una fase istruttoria svolta all’interno dell’ufficio e della quale non viene data notizia al contribuente, al fine di verificare se vi sia la possibilità, con gli strumenti a disposizione, di individuare la causa delle «anomalie» rilevate. Al fine di approfondire i diversi…

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Rottamazione-ter: le nuove scadenze di pagamento previste

Come noto, il maggior beneficio connesso alla rottamazione-ter è rappresentato dal più lungo periodo di tempo concesso ai fini dell’effettuazione dei pagamenti: l’articolo 3 D.L. 119/2018, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 136/2018, prevede infatti la possibilità di pagare in 5 anni gli importi dovuti. Giova tuttavia sottolineare che le scadenze di pagamento non…

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Definizione liti pendenti: le novità introdotte dalla legge di conversione

La disciplina della definizione delle liti pendenti (articolo 6 D.L. 119/2018, convertito in legge, con modifiche, dalla L. 136/2018), è stata oggetto di importanti modifiche durante l’iter di conversione: la percentuale del valore delle controversie da pagare per poter definire la lite è stata infatti ridotta, con beneficio per i contribuenti. L’attuale formulazione della disposizione…

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La conoscenza del dissesto non scrimina l’omessa Iva del liquidatore

Ai fini della configurabilità del reato di omesso versamento dell’Iva, non rileva come causa di forza maggiore, idonea a scriminare la condotta del liquidatore, la presenza di uno stato di dissesto imputabile alla precedente gestione, quando risulta che al momento dell’accettazione dell’incarico il reo fosse consapevole della crisi di liquidità e potesse fronteggiarla mediante idonee…

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