PENALE TRIBUTARIO

Non versa l’IVA chi emette fatture false se prova la mancanza di un danno per l’erario

La fattura concernente operazioni inesistenti e scontata in banca al fine di ottenere un’anticipazione sul credito rappresentato dal documento contabile deve ritenersi messa in circolazione, essendosi verificato lo spossessamento in favore dell’ente creditizio (che può incassare il credito in nome e per conto dell’emittente, ma anche nel proprio interesse). Tale fattura è, dunque, emessa ai…

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Società sequestrabile solo se strumentale alla commissione di illeciti

Non è legittimo il sequestro che colpisce una società che ha lecitamente svolto parte dell’attività sociale, ma che è stata asservita (seppure in via non occasionale, ma non stabilmente) al servizio degli scopi illeciti dell’associazione a delinquere. È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 35989, depositata ieri, 4 ottobre….

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Reati tributari e società di persone: la verifica delle soglie

Nell’ambito dei reati tributari riconducibili a violazioni commesse per il tramite di società di persona è utile interrogarsi sull’aggregato numerico da prendere in considerazione nella verifica del superamento delle soglie di rilevanza penale. Giova ricordare che, avuto riguardo ai reati dichiarativi, la disciplina circoscrive l’intervento penale alle fattispecie suscettibili di generare una lesione significativa degli…

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La crisi di liquidità può costituire esimente per l’omesso versamento?

Con la recentissima ordinanza n. 15415/2021, la Corte di Cassazione è tornata sul tema relativo alla possibilità, per l’impresa che si trovi in una condizione di insolvenza, che abbia determinato il mancato adempimento alle proprie obbligazioni tributarie, di invocare la crisi di liquidità quale causa di forza maggiore idonea a fungere da esimente per l’applicazione…

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Legittimo il sequestro del conto intestato allo studio associato cui fa parte l’indagato

È legittimo il sequestro preventivo del conto intestato allo studio associato cui fa parte il soggetto indagato; è irrilevante inoltre la circostanza che le somme sequestrate siano riconducibili agli aiuti anti-Covid concessi dallo Stato, se il sequestro è finalizzato alla confisca per equivalente. A queste conclusioni è giunta la Corte di Cassazione con la sentenza…

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Scatta il reato di indebita compensazione anche se non sono versati i contributi

Scatta il reato di indebita compensazione anche se i crediti Ires non spettanti (o, comunque, fittizi) sono stati utilizzati per non versare i contributi previdenziali e assistenziali. È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 30032, depositata ieri, 2 agosto. Il caso riguarda l’amministratore unico di una Srl che era…

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Reato di omessa versamento Iva: irrilevanti le condizioni di salute e la morte del socio

Il reato di omesso versamento Iva è un reato a dolo generico, e risulta quindi integrato dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti: sotto il profilo soggettivo, invece, non assume rilievo la circostanza che l’amministratore si sia trovato in un momento difficoltà economica, pur se legato alle sue condizioni di salute e alla morte…

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Il reato di dichiarazione fraudolenta e la continuazione

L’articolo 2 D.Lgs. 74/2000 disciplina il reato di dichiarazione fraudolenta, prevedendo che “È punito con la reclusione da quattro a otto anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi…

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Legittimo il sequestro delle somme frutto del reimpiego di un patrimonio aziendale contaminato

Il sequestro preventivo nei confronti di una società può avere ad oggetto anche le somme depositate su un conto corrente che, a prescindere dall’eventuale origine formalmente lecita dovuta alla gestione dei beni aziendali, sono composte in gran parte da importi esistenti ancor prima della dichiarazione di fallimento della società, su un altro conto alla stessa…

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Sì all’omessa dichiarazione se l’imputato non chiede al commercialista conferma sull’invio

Nel reato di omessa dichiarazione, laddove il soggetto obbligato si sia avvalso dell’operato di un professionista, il dolo specifico di evasione è provato dalla mancanza di ulteriori contatti con questo diretti a verificare l’invio della dichiarazione ovvero ad accertare l’esistenza di ulteriori adempimenti, così come dalla ripetizione del medesimo comportamento nel successivo periodo di imposta….

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