PENALE TRIBUTARIO

Operazioni soggettivamente inesistenti: la posizione della Corte Ue

Sulla detrazione dell’Iva nell’ambito di operazioni soggettivamente inesistenti sussiste un netto contrasto tra il diritto unionale plasmato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea e il “diritto vivente” elaborato dalla Corte di Cassazione. Fermo restando che entrambe le Corti subordinano la negazione del diritto alla detrazione dell’Iva alla condizione che l’Autorità fiscale provi, sulla base di…

Continua a leggere...

Operazioni soggettivamente inesistenti e “buona fede” del cessionario

La negazione del diritto alla detrazione dell’Iva pagata a monte nell’ipotesi di operazioni di acquisto soggettivamente inesistenti, come emerge dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea (cfr., ex pluribus: sentenza 22.10.2015, causa C-277/14, PPUH Stehcemp; sentenza 13.2.2014, causa C-18/13, Maks Pen EOOD; ordinanza 6.2.2014, causa C-33/13, Jagiello; sentenza 18.7.2013, causa C-78/12, Evita-k e sentenza…

Continua a leggere...

Fatture per operazioni inesistenti: occorre verificare l’operatività del cliente

Il nostro ordinamento giuridico prevede particolari disposizioni che sanzionano, a livello penale tributario, l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Lo schema evasivo viene realizzato mediante l’utilizzo di società “cartiere” – meri soggetti interposti – privi anche di una minima struttura operativa, locali, attrezzature e dipendenti, costituite al solo scopo di evadere le imposte…

Continua a leggere...

Costituzionale la dichiarazione fraudolenta senza soglia di punibilità

Con la sentenza n. 95 del 2019, la Corte Costituzionale ha respinto la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Palermo relativamente all’articolo 2 D.Lgs. 74/2000, “nella parte in cui non prevede che la condotta delittuosa ivi descritta sia punibile quando, congiuntamente: a) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, ad…

Continua a leggere...

L’integrativa non scrimina la dichiarazione infedele

In tema di reati tributari, la presentazione di una dichiarazione integrativa ha effetti solo in sede amministrativa, non escludendo la responsabilità penale del contribuente per il delitto di dichiarazione infedele, in quanto reato istantaneo. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 23810 del 29.05.2019. La vicenda trae origine dalla presentazione…

Continua a leggere...

Visto di conformità e responsabilità del professionista nella frode fiscale

Il visto di conformità, previsto dall’articolo 35 D.Lgs. 241/1997 (c.d. “visto leggero”), è un’attestazione resa dal professionista relativa alla corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione rispetto alle risultanze della documentazione, ossia alla correttezza formale della dichiarazione e alla regolare tenuta delle scritture contabili. Per espressa disposizione normativa (articolo 3 D.P.R. 322/1998) i soggetti autorizzati ad…

Continua a leggere...

La dichiarazione di fallimento blocca sequestro e confisca

Con decreto del 03.02.2019, il Tribunale di Bergamo si è pronunciato in tema di efficacia del sequestro preventivo disposto ex articolo 12 bis D.Lgs 74/2000 relativamente a “somme di denaro esistenti su conti correnti nonché dei depositi titoli ed altre disponibilità finanziarie, oppure, alternativamente, dei beni mobili registrati e dei cespiti immobiliari (o di altri…

Continua a leggere...

È ancora reato evadere l’Iva all’importazione

In materia di reati tributari, l’evasione dell’Iva all’importazione, la quale resta penalmente rilevante per importi evasi superiori a euro 49.993,03, costituisce un reato permanente, la cui consumazione si esaurisce solo quando cessa l’attività diretta a consentire l’illecita circolazione della merce nel territorio dello Stato senza l’assolvimento del tributo ed è punita con la pena congiunta…

Continua a leggere...

La rilevanza penale delle fatture soggettivamente inesistenti

“Ai fini della configurabilità del reato di cui all’articolo 2 del D.Lgs. n. 74/2000, in ordine all’evasione delle imposte sui redditi, rilevano solo le operazioni oggettivamente inesistenti, ovvero quelle relative alla diversità, totale o parziale, tra costi indicati e costi sostenuti, e non anche le operazioni soggettivamente inesistenti, quando cioè l’operazione oggetto di imposizione fiscale…

Continua a leggere...

Fatture per operazioni inesistenti: va valutato il codice attività

La contabilizzazione in bilancio e l’indicazione nella relativa dichiarazione dei redditi di fatture per operazioni inesistenti, può comportare anche sanzioni penali, in applicazione delle disposizioni contenute nell’articolo 2 D.Lgs. 74/2000. Nello specifico, il legislatore ha introdotto una norma che punisce con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine…

Continua a leggere...