19 Gennaio 2022

Agricoltura Climate smart e alimentazione sostenibile

di Paola Sartori – Foodwriter e blogger Scarica in PDF

Agricoltura climate smart per avere un’alimentazione sostenibile, riducendo gli impatti negativi del vivere stesso, è un argomento che, sempre più spesso e per fortuna, è nei pensieri e nelle parole di un numero di persone sempre più crescente in Italia e non solo. 

Non c’è giorno, ormai, in cui non si legga oppure non si vedano i danni apportati dal cambiamento climatico e quanto questi possano compromettere il nostro futuro e quello dei nostri figli. 

Per questo è urgente fare delle scelte consapevoli nella nostra vita.

Agricoltura “climate smart“, che significa agricoltura virtuosa e intelligente, può essere una soluzione a molti problemi.

L’agricoltura è sicuramente uno di quei settori in cui l’allerta è maggiore perché quantità e qualità delle produzioni e il reddito per chi ci lavora possono essere messi a rischio da situazioni meteorologiche imprevedibili. 

Il problema del cambiamento climatico deve essere affrontato con un’accezione ampia visto che include la sostenibilità della vita e la resilienza dell’uomo e della natura. 

La parola sostenibilità è ancora troppo spesso usata più come “marchio” ed espressione di intenti che non di effettiva azione.

Il concetto di sostenibilità si dovrebbe tradurre in nuovi modelli economici, nuovi lavori e nuove fonti di reddito, realizzarsi in sostenibilità sociale, per ottenere maggiore equità di genere e non solo, in più sicurezza, salute, istruzione e in sostenibilità ambientale. 

Dobbiamo diventare capaci di utilizzare, in modo misurato, le risorse necessarie a produrre, ottimizzando o riducendo l’uso. 

Il passaggio verso stili di vita intelligenti, per attuare il climate smart, è necessario visto che il contesto in cui viviamo è di grande cambiamento, di un numero sempre crescente di popolazione al mondo e della conseguente necessità di dare a tutti cibo sufficiente, sano e di buona qualità. 

La necessità oggi è quella di produrre più cibo ma lo dobbiamo fare meglio e con meno risorse, aiutando a limitare il cambiamento climatico.

Lavorando i campi e allevando animali, si liberano nell’atmosfera anidride carbonica e altri gas serra. 

Più le coltivazioni sono intense, maggiori sono le emissioni che non vengono compensate dall’azione di assorbimento della CO₂ da parte delle piante. 

Per non parlare degli allevamenti degli animali, i cui rilasci di gas serra ad alto potere riscaldante sono spesso usati per sollecitare cambiamenti drastici nelle nostre diete alimentari. 

Al di là di ciò che può essere considerato estremistico, limitare gli impatti delle diverse attività produttrici di cibo è urgente e necessario non solo per ridurre il peso dell’agricoltura sull’effetto serra ma anche per modernizzare l’attività agricola.

Bisogna quindi innovare adottando però pratiche di coltivazione e di allevamento che riducono le emissioni e che favoriscano gli assorbimenti. 

Occorre pianificare un’agricoltura di precisione che restringe l’utilizzo di fertilizzanti e propone dei trattamenti contro i patogeni, sconfiggendo in modo mirato e che possono essere individuati in remoto da sensori installati su droni o aerei o anche soltanto su semplici biciclette oppure elaborando in maniera semplice i segnali inviati dai satelliti, messi in orbita anche con queste finalità. Anche le indicazioni meteorologiche locali, che supportano le decisioni degli agricoltori, inviando avvisi sui loro cellulari e che li aiutano a valutare quale sia il giusto momento della semina, della raccolta, dei trattamenti oppure di tutte le scelte di gestione in generale, possono essere alcune delle molteplici soluzioni proposte dalla scienza, tecnologia e tradizione.

Non dobbiamo pensare infine che l’intelligenza climatica e l’alimentazione sostenibile possano essere raggiunte solo con metodi futuristici e molto costosi. 

Il recupero delle tecniche tradizionali anche conservative, che con il tempo si sono abbandonate, come mantenere la biodiversità, la vocazionalità dei territori e il sapere chi coltiva la terra, sono tutti aspetti della stessa medaglia che porta alla sostenibilità alimentare, mantenendo coltura e cultura, preservando reddito e benessere sociale per gli attori locali, ma garantendo allo stesso tempo agli italiani e a chi ama il Made in Italy cibo sano e di alta qualità. 

LeROSA Paola Sartori