20 Ottobre 2021

La zucca di halloween: storia, proprietà, ricette

di Paola Sartori – Foodwriter e blogger Scarica in PDF

La zucca è uno tra gli ortaggi più conosciuti, consumati ed apprezzati in tutte le culture, ormai da millenni.

Molto del suo successo si deve al fatto che se ne utilizzano tutte le parti

  • polpa: in cucina per la preparazione di infinite ricette dolci e salate;
  • semi: essiccati e salati, ottimi in insalate e come spezzafame salutare, oltre ad essere usati nella medicina naturale ed in cosmesi; 
  • fiori: buoni fritti ed in molte altre preparazioni ed addirittura la buccia che, svuotata dalla polpa ed essiccata, diventa così leggera ed impermeabile da fornire materiale per piatti, vasi, cucchiai e suppellettili, oltre che per strumenti musicali come le maracas sudamericane.

Per queste sue straordinarie caratteristiche, essa si è meritata l’appellativo di “maiale dei poveri”, sia perché anche della zucca “non si butta via niente” e sia per il ruolo fondamentale che ha ricoperto nella storia dell’alimentazione come alimento base per i poveri.

Nell’antichità la zucca, con i suoi molti semi, fu considerata sia in Occidente che in Oriente simbolo di resurrezione dei morti, come testimoniano le tombe preistoriche di Wurttenberg, vicino a Stoccarda, dove sono state ritrovate noci, nocciole e zucche, che gli archeologi hanno interpretato come simboli dell’ascesa al cielo.

Nel mondo Celtico, la notte tra il 31 ottobre ed il 1 novembre era quella più importante: si celebrava la festa del Samhain, il Capodanno. 

Si facevano grandi falò propiziatori per il nuovo anno ed in quella notte i morti tornavano nelle loro case a scaldarsi e a comunicare con i vivi. 

Queste celebrazioni erano molto radicate in Irlanda nel V secolo, la Chiesa decise quindi di non abolire la festa, ma di assorbirla nell’ambito cristiano. Più tardi, nell’835, Papa Gregorio II, spostò la festa di Ognissanti da maggio al I° novembre.

La zucca ha da sempre stimolato la fantasia dell’uomo ed è protagonista di molte storie che vanno dalla mitologia alla favola. In molti miti, questo ortaggio è legato all’acqua come simbolo di fertilità, nascita e rinnovamento. 

In effetti come tutti gli alimenti color arancione, la zucca è ricca di vitamina A (toccasana per la pelle e per il rinnovamento cellulare) e di potassio (indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi, la sintesi di alcuni enzimi e, con il sodio, per l’equilibrio idrico delle cellule). In cucina è inoltre un ingrediente molto versatile: per zuppe, risotti e contorni e si presta anche come ingrediente per fantastici dolci, torte salate, nella preparazione di pane e focacce. Inoltre regala il meglio di sé nei ripieni di quelle meraviglie gastronomiche che sono i tortelli di Mantova e i cappellacci di Ferrara.

LeROSA Paola Sartori