ACCERTAMENTO E CONTENZIOSO
L’integrazione o la modifica dell’avviso di accertamento
Gli accertamenti emessi in sede di autotutela che incrementano la pretesa originariamente manifestata sono atti impugnabili, di regola, in sostituzione di quelli precedenti. Nel caso di avvisi che invece riducono la pretesa, emessi sempre in via di autotutela, occorre fare una distinzione. Se l’atto si limita a diminuire quantitativamente l’importo accertato, senza modificarne gli aspetti…
Continua a leggere...Il quadro lasciato “in bianco” non configura il reato di omessa dichiarazione
La sentenza della Corte di Cassazione n. 5141, depositata ieri, 14 febbraio, rappresenta un utile spunto per tornare a soffermare l’attenzione sul rapporto tra i reati di omessa dichiarazione e di infedele dichiarazione. Un contribuente veniva condannato per il reato di omessa presentazione della dichiarazione, avendo lo stesso presentato una dichiarazione in bianco (non essendo…
Continua a leggere...Nullo l’accertamento al socio receduto motivato per relationem
In tema di accertamento nei confronti del socio di società a ristretta partecipazione sociale, ove tra l’anno d’imposta sottoposto ad accertamento ed il momento della notificazione alla società dell’atto impositivo il socio sia receduto dalla compagine sociale, è nullo l’avviso di accertamento a lui notificato per i maggiori redditi di capitale presuntivamente distribuiti, quando esso,…
Continua a leggere...La sentenza della CTR non vincola il giudice penale
La sentenza della Corte di Cassazione n. 4456, depositata ieri, 9 febbraio, costituisce un utile spunto per tornare a soffermare l’attenzione sul rapporto tra giudicato tributario e giudicato penale. Un contribuente veniva condannato per il reato di cui all’articolo 10-ter D.Lgs. 74/2000, in forza del quale è punito con la reclusione da sei mesi a…
Continua a leggere...Il rapporto di specialità reciproca nei reati tributari
La Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi della tematica inerente al rapporto di specialità tra le fattispecie di reato contemplate nel D.Lgs. 74/2000. In particolare, con la sentenza n. 10916/2019, la Suprema Corte si è pronunciata su un ricorso presentato per la parziale riforma della pronuncia con cui la Corte d’Appello di Milano aveva…
Continua a leggere...Lo scudo fiscale non impedisce l’accertamento sintetico
L’adesione allo scudo fiscale non preclude, per il periodo anteriore al rimpatrio e alla regolarizzazione, l’attività di accertamento tributario di tipo sintetico, essendo evidente che le somme occultate all’estero non possono essere le medesime utilizzate per sostenere le spese oggetto di contestazione, in quanto l’impiego di capitali e l’accantonamento degli stessi sono concetti e attività…
Continua a leggere...Dichiarazione fraudolenta: non necessario l’utilizzo del falso credito IVA
Ai fini dell’integrazione del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti di cui all’articolo 2 D.Lgs. 74/2000, non è necessario che alla presentazione della dichiarazione recante l’indicazione di un falso credito Iva (mediante rimborso o compensazione), faccia immediatamente seguito lo sfruttamento economico dello stesso. Sono queste le conclusioni…
Continua a leggere...Omesso esame e inammissibilità del ricorso in Cassazione
Il vizio di omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti ha sostituito, modificandola, la previsione di cui al previgente motivo di impugnazione per cassazione dell’articolo 360 n. 5) c.p.c. che, anteriormente alla modifica ad opera del D.L. 83/2012, statuiva la possibilità di impugnare la…
Continua a leggere...Apertura di borse in sede di accesso: le conclusioni delle Sezioni Unite
Con l’attesa sentenza n. 3182, pubblicata ieri, 2 febbraio, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono espresse sulla controversa rilevanza del consenso ai fini della legittimità dell’apertura di borse rivenute in sede di accesso. Una società impugnava l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate a seguito degli elementi raccolti nel corso di una…
Continua a leggere...Dopo l’infruttuosa messa in mora l’Agenzia va condannata a pagare le spese
In tema di processo tributario, l’amministrazione finanziaria deve essere condannata al pagamento delle spese processuali ai sensi dell’articolo 15 D.Lgs. 546/1992, qualora proceda alla trasmissione dell’ordine di sgravio delle imposte indebitamente pagate dal contribuente e al relativo rimborso, soltanto dopo la infruttuosa formale messa in mora e conseguente attivazione del giudizio di ottemperanza, sebbene prima…
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