ACCERTAMENTO

Accertamento con “doppia” motivazione per relationem: quando è nullo?

Ai fini delle imposte sui redditi, l’articolo 42, comma 2, D.P.R. 600/1973 stabilisce che l’avviso di accertamento “deve essere motivato in relazione ai presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che lo hanno determinato […]”. Tale obbligo motivazionale – imposto dal Legislatore al fine di consentire al contribuente di esercitare il proprio diritto di difesa…

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È legittimo il ricorso alla media semplice per il calcolo della percentuale di ricarico

Nell’ambito degli accertamenti tributari fondati sulle percentuali di ricarico della merce venduta, l’utilizzo della media aritmetica semplice, in luogo di quella ponderata, è legittimo, se gli articoli di merce venduta sono omogenei, o, comunque, se il contribuente non prova che l’attività di accertamento ha ad oggetto prodotti con notevole differenza di valore e che quelli…

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Ricavi in nero se il titolare “sopporta” le spese ma la cassa è in rosso

In tema di accertamento analitico-induttivo, l’effettuazione di pagamenti con la liquidità del titolare, in presenza di un saldo negativo di cassa della ditta individuale, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degli introiti registrati, oltre a costituire un’anomalia contabile, fa presumere l’esistenza di ricavi non contabilizzati. È questo il principio…

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Avviso di accertamento al socio valido anche se quello alla società è nullo

Nel caso di accertamento, nei confronti dei soci di una Srl a ristretta base societaria, di un maggior reddito di partecipazione per ricavi non dichiarati dalla società estinta, l’eventuale verifica, per vizi formali, della nullità dell’avviso relativo a debiti della società, non inficia sulla validità dello stesso. Continua quindi ad essere necessario verificare i presupposti…

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Autorizzazione del P.M. necessaria solo se i locali e non l’immobile sono ad uso promiscuo

In tema di verifica fiscale, ai fini della legittimità dell’accesso e dell’attività di indagine, l’autorizzazione del procuratore della Repubblica è necessaria solo nell’ipotesi in cui siano i locali, e non l’immobile nel quale essi si trovano, ad avere destinazione promiscua, venendo contestualmente utilizzati per l’attività lavorativa e per la vita familiare. È questo il principio…

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I ricavi “appiattiti” sullo studio di settore legittimano l’accertamento

In caso di accertamento fondato non solo sugli di studi di settore, ma anche su altri e prevalenti indici rivelatori dell’esistenza di un’operatività economica non dichiarata, è legittima, anche in assenza di contraddittorio con il contribuente, la rideterminazione dei ricavi congrui ma appiattiti sugli studi di settore, applicando al costo del venduto la percentuale di…

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L’antieconomicità non esclude l’inerenza del costo

L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 6368 depositata ieri, 8 marzo, costituisce un interessante spunto per tornare ad analizzare i recenti orientamenti della Corte di Cassazione in merito al principio di inerenza dei costi. Il caso riguarda una S.p.A. alla quale era stato notificato un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva, avente ad…

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L’adesione del contribuente esclude l’impugnazione

Se il contribuente ha manifestato la volontà di aderire al processo verbale di constatazione e l’Amministrazione ha emesso l’atto di definizione dell’accertamento, lo stesso è vincolante per il contribuente il quale deve limitarsi ad effettuare il pagamento. È questo il principio richiamato nell’ordinanza n. 4966, depositata ieri, 24 febbraio. Il caso riguarda un imprenditore che…

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Avviso di liquidazione illegittimo se fa riferimento alla sentenza senza allegarla

In tema di imposta di registro sugli atti dell’autorità giudiziaria, l’avviso di liquidazione emesso ex articolo 54, commi 3 e 5, D.P.R. 131/1986, che indichi soltanto la data e il numero della sentenza civile oggetto della registrazione, senza allegarla, è illegittimo per difetto di motivazione, in quanto l’obbligo di allegazione, previsto dall’articolo 7 L. 212/2000,…

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Lo scudo fiscale non esclude sempre l’accertamento

Sebbene le somme e le altre attività costituite all’estero siano state oggetto di rimpatrio, ciò non esclude automaticamente l’accertabilità dei maggiori redditi conseguiti negli anni precedenti: il contribuente deve infatti dimostrare la concreta correlazione oggettiva tra il reddito accertato e la provenienza delle somme o dei beni rimpatriati o regolarizzati. Restano invece escluse dall’efficacia inibente…

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