21 Giugno 2016

Al via la sperimentazione della fatturazione elettronica tra privati

di Alessandro Bonuzzi Scarica in PDF

Partito il periodo di sperimentazione che porterà ad estendere la fatturazione elettronica anche ai rapporti commerciali tra privati.

A dare il via alla fase di transizione ci ha pensato l’Agenzia delle entrate rendendo disponibili da ieri, sul proprio sito internet, le bozze dei documenti tecnici che descrivono le regole di utilizzo del Sistema di Interscambio (SdI). Trattasi della piattaforma già in uso per la fatturazione elettronica verso le pubbliche Amministrazioni.

Si ricorda che il D.Lgs. 127/2015 ha previsto, con decorrenza 1° gennaio 2017, la facoltà per le imprese, gli artigiani e i professionisti di trasmettere in via telematica i dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni.

L’obiettivo è quello di migliorare la capacità di controllo dell’Amministrazione finanziaria, ma anche quello di ridurre gli adempimenti a carico dei contribuenti.

L’opzione ha effetto per cinque anni, decorrenti dall’inizio dell’anno solare in cui essa è esercitata, e se non revocata, si rinnova automaticamente di quinquennio in quinquennio.

L’invio verrà effettuato utilizzando il Sistema di interscambio, oggi disponibile solo per le pubbliche Amministrazioni. Per tale ragione, le bozze delle specifiche tecniche rese disponibili dall’Agenzia descrivono le regole da osservare per utilizzare la piattaforma nonché la struttura della fattura elettronica, ordinaria o semplificata, che dovrà essere veicolata dal Sistema.

La fase di sperimentazione dovrebbe risolvere in tempo utile eventuali criticità operative che dovessero presentarsi e si concluderà entro la metà del prossimo mese di ottobre. Sulla base dei feedback ricevuti, saranno consolidati i supporti e le regole di processo.

Occorre osservare che le regole procedurali sono di fatto identiche a quelle oggi attive per la veicolazione delle fatture elettroniche destinate alle pubbliche Amministrazioni.

Il passaggio al nuovo sistema ha carattere facoltativo. Pertanto, il decreto, all’articolo 3, prevede alcuni meccanismi incentivanti volti a renderlo appetibile per i contribuenti. Gli incentivi si traducono:

  • nel venire meno di taluni adempimenti, quali la presentazione: dello spesometro; della comunicazione black list; della comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing, nonché dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio; dell’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari; dell’elenco riepilogativo delle prestazioni di servizi soggette alla regola-base di territorialità dei rapporti B2B poste in essere da soggetti stabiliti in altri Stati comunitari nei confronti di soggetti stabiliti in Italia;
  • nel più facile accesso ai rimborsi Iva. In particolare, L’adozione del meccanismo della trasmissione telematica dei dati garantisce all’operatore non solo la possibilità di ottenere il rimborso in via prioritaria – entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale -, ma anche la possibilità di richiederlo in assenza delle specifiche situazioni previste dall’articolo 30 D.P.R. 633/1972;
  • nella riduzione del termine per l’accertamento, sia ai fini dell’Iva, sia ai fini delle imposte sui redditi, di un anno.

L’opzione per il nuovo sistema da parte dei contribuenti passerà, quindi, da un’attenta valutazione di questi benefici rispetto ai costi derivanti dal servizio di conservazione e trasmissione telematica.