19 Febbraio 2020

Responsabilità amministrativa degli enti e cybersecurity

di Cristiano MorettiDavide Albonico Scarica in PDF

In data 20 novembre 2019 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 272 la L. 133/2019, che consta di sette articoli e che ha recepito in toto il D.L. 105/2019 intitolato “Disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”.

Nell’articolo 1 viene istituito e definito il “perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”, con la specifica finalità di “… assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, da cui dipende l’esercizio di una funzione essenziale dello Stato, ovvero la prestazione di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e dal cui malfunzionamento, interruzione, anche parziali, ovvero utilizzo improprio, possa derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale”.

A seguire, il comma 2, lettera a) dello stesso articolo delinea i destinatari dalla norma sulla base delle funzioni svolte o dai servizi resi dai medesimi, individuando le seguenti condizioni:

  1. il soggetto eserciti una funzione essenziale dello Stato, ovvero assicuri un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato;
  2. l’esercizio di tale funzione o la prestazione di tale servizio dipenda da reti, sistemi informativi e servizi informatici dal cui malfunzionamento, interruzione, anche parziali, ovvero utilizzo improprio possa derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale.

I destinatari della norma con cadenza almeno annuale devono predisporre/aggiornare un elenco delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici di rispettiva pertinenza, comprensivo della relativa architettura e componentistica, da trasmettere alle autorità competenti contestualmente individuate.

La specifica individuazione dei soggetti e dei criteri per la formazione degli elenchi verrà emanata con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge oggetto di disamina.

Il comma 3 dell’articolo 1 stabilisce che con analogo provvedimento, entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della legge, verranno definite le procedure di notifica alle autorità competenti degli incidenti aventi impatto sulle reti, sistemi informativi e servizi informatici di cui sopra, nonché le misure volte a garantire elevati livelli di sicurezza degli stessi e quelle relative, tra le altre, alle politiche di sicurezza, alla struttura organizzativa, e alla gestione del rischio, all’integrità delle reti e dei sistemi informativi e alla protezione fisica e logica dei dati.

Coloro che ricadono nel perimetro di sicurezza nazionale sono tenuti al rispetto di una serie di obblighi informativi e procedimentali, e verranno sottoposti ad attività di ispezione e vigilanza di specifiche autorità. È inoltre previsto un articolato sistema sanzionatorio per i casi di violazione degli obblighi previsti.

Si ricorda a tal proposito la rilevanza strategica del Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale, che è stato all’uopo istituito presso l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e Tecnologie dell’Informazione (ISCTI) del Mise con decreto di quest’ultimo datato 15.02.2019, e che dovrà assicurarsi delle garanzie di sicurezza e dell’assenza di vulnerabilità di prodotti, hardware e software, destinati a essere impiegati sulle reti, sui sistemi informativi e servizi informatici.

Al riguardo, il sesto comma dell’articolo 1 prevede l’istituzione di un meccanismo finalizzato ad individuare una gestione degli approvvigionamenti più controllata e sicura per i soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale che intendano procedere all’affidamento a terzi di forniture di beni e servizi di information and communication technology (ICT) destinati a essere impiegati sulle reti, sui sistemi e per i servizi rilevanti.

Tale legge segue ad affianca la precedente L. 56/2012, a mente della quale vennero introdotti poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, ed interessa (articolo 3) anche i soggetti che operano sulla base delle disposizioni già previste in materia di reti di comunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G ampliando l’esercizio dei poteri speciali (la c.d. golden share introdotta con D.L. 21/2012), consistenti anche nell’effettuazione di stringenti verifiche sulle eventuali vulnerabilità presenti sulle reti e i sistemi basati su tale tecnologia. Tale verifica, svolta dal CVCN, può comportare peraltro “la sostituzione di apparati o prodotti che risultino gravemente inadeguati sul piano della sicurezza”.

Con l’articolo 4 il legislatore ha inteso coordinare l’attuazione del Regolamento europeo 2019/452 sul controllo degli investimenti esteri, con l’articolo 2, comma 1-ter, D.L. 21/2012, dotando la Presidenza del Consiglio dei ministri e le altre amministrazioni competenti della possibilità di applicare con immediatezza la disciplina dei poteri speciali con riferimento ad infrastrutture o tecnologie critiche attualmente non comprese nel campo di applicazione degli articoli 1 e 2 D.L. 21/2012.

Di notevole importanza poi il comma 11 dell’articolo 1, il quale prevede, oltre alla reclusione da 1 a 5 anni per le persone fisiche, la responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/2001 applicando agli enti la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote a fronte del compimento delle seguenti specifiche ipotesi delittuose:

  • chiunque fornisca informazioni, dati o elementi di fatto non rispondenti al vero, rilevanti per la predisposizione o l’aggiornamento degli elenchi di cui al comma 2, lettera b) della legge in disamina, al fine di ostacolare o condizionare le attività inerenti al procedimento di predisposizione e comunicazione delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici rilevanti ai sensi della stessa legge nonché le attività di ispezione e vigilanza in materia (svolte rispettivamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, per i profili di pertinenza dei soggetti pubblici e di quelli di cui all’articolo 29 del codice dell’Amministrazione digitale di cui al Lgs. 82/20015, e il Ministero dello sviluppo economico, per i soggetti privati), ovvero
  • chiunque ometta di comunicare, nei termini prescritti, i dati, le informazioni o gli elementi di fatto richiesti dalla legge.

È di tutta evidenza come la legge in oggetto abbia espressamente previsto un ampliamento delle fattispecie di reato presupposto i cui settori maggiormente interessati saranno verosimilmente quelli relativi alla produzione di energia, alla gestione di gasdotti ed acquedotti, dei trasporti e delle telecomunicazioni e quello della salute.

Tuttavia, sarà necessario attendere l’emanazione dei richiamati provvedimenti per individuare l’esatta portata della novità normativa, l’eventuale necessità di aggiornamento del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e, soprattutto, per circoscrivere i soggetti sostanzialmente interessati dai nuovi adempimenti.