5 Luglio 2021

Regole di deducibilità dell’Imu per il periodo d’imposta 2020

di Laura Mazzola Scarica in PDF La scheda di EVOLUTION

L’Imu dovuta sui fabbricati strumentali, sia per imprese che per professionisti, è deducibile parzialmente dalle imposte sui redditi.

In particolare, la prima parte del comma 772, dell’articolo unico, della L. 160/2019 (Legge di bilancio per il 2020), afferma: “L’Imu relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni. La medesima imposta è indeducibile ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive”.

Tale disposizione appare in linea con quanto affermato in precedenza dall’articolo 14 D.Lgs. 23/2011, istitutivo dell’Imu.

Il successivo comma 773 afferma: “Le disposizioni di cui al comma 772 relative alla deducibilità ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni dell’Imu, dell’Imi e dell’Imis hanno effetto a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021; la deduzione ivi prevista si applica nella misura del 60 per cento per i periodi d’imposta successivi a quelli in corso, rispettivamente, al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020”.

Ne discende, pertanto, che risulta parzialmente superata la disposizione contenuta nell’articolo 3 D.L. 34/2019, la quale prevedeva un aumento della deducibilità a più steps.

In pratica, quindi, risulta ora previsto quanto segue:

  • per i periodi d’imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020, ossia il 2020 e il 2021 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, è riconosciuta una deducibilità del 60 per cento;
  • per i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2021, ossia dal 2022 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, è stabilito un innalzamento della deducibilità al 100 per cento.

Nell’individuazione degli immobili interessati dalla parziale deducibilità dell’imposta occorre verificare quanto indicato dagli articoli 43, comma 2, e 54 del Tuir.

Nello specifico:

  • per le imprese, si tratta degli immobili strumentali per natura, ossia non suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, rientranti nelle categorie catastali A/10, B, C, D ed E, o per destinazione, ossia quelli utilizzati esclusivamente per lo svolgimento dell’attività di impresa a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza;
  • per i lavoratori autonomi, si tratta degli immobili strumentali per destinazione, ossia utilizzati esclusivamente per lo svolgimento dell’attività di lavoro autonomo a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza.

Ne consegue che l’Imu relativa alle altre tipologie di immobili, ad esempio immobili-merce o immobili-patrimonio, risulta essere indeducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Per quanto, invece, riguarda gli immobili ad uso promiscuo, l’Agenzia delle entrate, con la circolare 10/E/2014, ha precisato che, poiché l’agevolazione si applica agli immobili strumentali utilizzati esclusivamente ai fini dell’esercizio dell’attività, l’Imu pagata rimane integralmente indeducibile.