3 Maggio 2017

“Come ti vesti per presentarti ad un pubblico?”

di Laura Maestri Scarica in PDF

Sentirsi – ed essere – adeguati a parlare di fronte ad una platea richiede attenzione ad innumerevoli aspetti, molti dei quali sono trattati nel seminario dedicato: “Comunicare bene in pubblico”.

Una delle componenti della “lista di controllo” – all’apparenza marginale ma di fondamentale importanza nel rendere credibile la propria presenza – è l’abbigliamento.

È assodato che oggi qualsiasi stile venga accettato dai più: dal casual estremo allo stravagante, la mise fuori dai canoni tradizionali può essere interpretata come segno di originalità e creatività oppure come sintomo di completo rilassamento del relatore verso gli ascoltatori.

A meno che non siate così popolari ed acclamati da farvi perdonare qualsiasi originalità, o peggio, caduta di stile, è opportuno riflettere su cosa i vostri abiti racconteranno di voi, prima ancora di proferire una singola parola.

Ciò non significa che sia indispensabile adottare una formalità estrema in qualsiasi occasione, ma ci sono alcune regole di base a cui è utile uniformarsi per far sì che il contenuto del proprio intervento sia sostenuto anche dalla propria immagine.

La prima norma da seguire senza eccezioni definisce un criterio comparativo: qualunque sia la tua audience, devi essere appena più elegante del pubblico davanti a te. Non troppo, solo un “punto” in più.

Se si ha in programma di intervenire ad una riunione fra Associazioni Sportive, non è necessario indossare l’abito di gala, ma non è nemmeno opportuno presentarsi in tuta da ginnastica – tenuta probabilmente adottata da buona parte degli ascoltatori. Una camicia con un paio di jeans ed una giacca sportiva faranno la loro parte nel coadiuvare la sensazione di autorevolezza che tanto aiuta a catturare l’attenzione ed a mantenerla viva.

Un tocco di stile è rilevante perché il pubblico percepisce immediatamente – in modo perlopiù inconsapevole – due messaggi molto positivi:

  1. il primo è che state prendendo seriamente l’occasione (e quindi anche la vostra audience);
  2. il secondo, che avete già esperienza nel rivolgervi ad un pubblico.

È anche importante che il proprio abbigliamento non comprima o impedisca di muoversi con scioltezza: una cravatta ingombrante od un paio di scarpe scomode potrebbero facilmente compromettere la naturalezza e la fluidità dei gesti e delle espressioni del viso; la concentrazione deve essere posta in ben altri aspetti, piuttosto che sul collo di una camicia particolarmente scomodo. Per questo motivo, è sempre bene indossare capi che si siano già indossati in precedenza e con cui si è certi di stare a proprio agio, per evitare sgradevoli disagi che, oltretutto, si dovrebbero gestire in pubblico.

Sembrerà un appunto scontato, ma non si trascuri lo stato delle calzature: anche un vestito impeccabile perderà tutto il suo fascino se abbinato a scarpe non propriamente in ordine. Questo genere di minuzie ha il potere di catalizzare l’interesse di molti spettatori, a quel punto distratti e difficilmente recuperabili.

In più, è probabile che si insinui in queste persone una percezione poco positiva: la preparazione e la cura delle argomentazioni esposte dal relatore equivale a quella che dedica alle sue scarpe?

Comunicare bene in pubblico