13 Gennaio 2014

La settimana finanziaria

di Direzione Finanza e Prodotti - Banca Esperia S.p.A.
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a cura della Direzione Investment Solutions – Banca Esperia S.p.A.

Prime indicazioni dalla performance dei mercati

Dall’inizio dell’anno la performance delle borse americane ha mostrato una pausa dopo la progressione che ha portato gli indici ai massimi storici. I mercati fanno registrare una serie di sedute leggermente negative, con pochi volumi, in attesa dei numeri del Labour Report.

Dow -0.8%, S&P -0.55%, Nasdaq -0.49%. C’e’ attesa anche per la partenza della reporting season relativa al quarto trimestre 2013.

Mercati asiatici invece decisamente più negativi, con il Nikkei che soffre il rafforzamento dello Yen e i mercati cinesi indeboliti da dati più deboli delle aspettative. Nikkei -2.33%, Hang Seng -2%, Shanghai -4.8% , Sidney -0.74%, Corea -3.5% soprattutto a causa del crollo di Samsung.

La dinamica dell’Europa è stata la migliore tra quelle dei tre blocchi continentali, soprattutto grazie ad una serie positiva di dati che, a cominciare da vendite al dettaglio in Eurozona e dai Factory Orders tedeschi migliori delle attese, è terminata con la Produzione Industriale in Germania +1.9% contro attese per +1.5%. Alcuni analisti sottolineano come in questo momento in Europa i cosiddetti “Hard Data”, i dati macro finali veri e propri, si stiano riallineando a quanto era precedentemente emerso dalle varie interviste e dati di carattere previsivo. Una serie di ottimi risultati delle aste spagnole e la progressione del comparto bancario hanno permesso a Milano, +3.4%, e a Madrid, +3.75, di staccare nettamente l’Eurostoxx , -0.1% dall’inizio anno.

Il Dollaro ha aperto il 2014 con un movimento in sintonia con le previsioni macro sugli Stati Uniti, portandosi da 1.38 a 1.35 nel breve volgere di 5 sedute, per poi tornare a 1.366 dopo il dato di Venerdì sulle buste paga.

Grazie alla spinta sui periferici, anche grazie alla già citata asta in Spagna, lo spread tra il Bund a dieci anni e Titoli di Stato spagnoli è sceso a 190 Bp. Il differenziale con il BTP a 10 anni è arrivato a un minimo di 196.

 

Prospettive per il 2014

Gli ultimi cinque giorni hanno rappresentato la prima vera settimana di attività per i mercati finanziari nel 2014, con il ritorno sui desk della quasi totalità degli operatori, anche se le dinamiche sono rimaste cristallizzate in attesa dei dati relativi alla disoccupazione negli Stati Uniti, pubblicati poi nel pomeriggio di Venerdì 10 Gennaio. Secondo la maggior parte dei commentatori, anche se il nuovo Presidente della FED Janet Yellen seguirà il percorso per lei già tracciato dal suo predecessore Ben Bernanke, l’impostazione “Data Driven” della politica della Banca Centrale americana, tutte le rilevazioni in merito al mercato del lavoro rappresenteranno nel prossimo anno i veri appuntamenti chiave per capire e cercare di prevedere l’entità mensile delle riduzioni degli acquisti di bonds da parte della FED. Comunque, il set di dati pubblicato questa settimana ha messo in evidenza una pausa nella creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti, con un numero di buste paga risultate molto minori delle attese che potrebbe essere conseguenza del maltempo nell’ultimo periodo dell’anno.

Inoltre anche l’aumento dei multipli su numerose Small Cap e la ripresa dei Buy Back sono segnali che puntano verso la normalizzazione e verso il ritorno ad una politica monetaria più tradizionale.

Le Borse orientali sono partite in negativo, dopo una serie di dati che evidenziano una situazione in Cina contraddistinta da una crescita minore delle previsioni e, per quanto riguarda il Giappone, da un grafico del Dollaro Yen che sembra aver rallentato la sua corsa verso il livello di 110, penalizzando così le dinamiche dei titoli legati all’esportazione. Inoltre, sulle borse asiatiche a minor capitalizzazione, pesa a inizio d’anno la pubblicazione di una serie di studi da parte di alcune banche d’affari come GS e JPM che vedono perdurare anche per i prossimi anni la “underperformance” dei mercati emergenti. Sulla Cina, che dopo il Plenum del Partito sembra avere imboccato una strada orientata in modo consistente verso le riforme, peserà, secondo molti operatori, lo spettro degli interventi di People Bank Of China, che per mantenere il controllo sul credito potrebbe intervenire, in modo come sempre brutale, sul livello della liquidità di mercato.

In Europa l’attesa era soprattutto per l’intervento di Draghi, anche se nessuno degli operatori si attendeva azioni sostanziali o modifiche delle previsioni economiche precedentemente pubblicate. Draghi ha comunque rinforzato la percezione dei mercati in merito alla disponibilità ad intervenire in caso di bisogno da parte della ECB, sottolineando che la Banca Centrale Europea è pronta a usare tutti gli strumenti previsti in caso di necessità e che le circostanze che la vedrebbero agire sarebbero sostanzialmente riconducibili ad un aumento dei tassi monetari o ad un deterioramento dell’inflazione attesa.

 

Numerosi gli appuntamenti Macro della prossima settimana. Ripartono le trimestrali USA

Riprende l’attività di pubblicazione di dati federali, con le vendite al dettaglio di Dicembre, gli indici CPI e CPI relativi ad inflazione alla produzione ed al consumo, l’Empire Manufacturing Index. In chiusura di settimana anche una prospettiva sul comparto immobiliare, con la pubblicazione di Housing Starts e Building Permits,unitamente al NAHB Housing Market Index. Venerdì verranno pubblicati la Michigan Confidence e i dati relativi a Industrial Production e Capacity Utilization.

Comincia la Reporting Season dedicata al 4Q 2013 e, come da consuetudine, la prossima è la settimana dedicata alle trimestrali del comparto bancario, con le Conference Call di JPMorgan, Goldman Sachs, Bank Of America, CitiGroup, Morgan Stanley e CharlesSchwab. Per gli altri comparti riporteranno Intel, General Electric e Schlumberger.

 

 

 

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