20 Gennaio 2022

Il giornalismo del 2022 sarà orientato alle esigenze dei lettori e delle lettrici

di Assunta Corbo - giornalista, autrice e Founder Constructive Network Scarica in PDF

Come sarà il giornalismo nel 2022? Questa domanda si è fatta strada nelle ultime settimane tra gli esperti di informazione di tutto il mondo. Tra riflessioni e ricerche si è cercato di raccontare i trend che caratterizzeranno la professione giornalistica nell’anno appena iniziato. Dove sta andando l’informazione e, soprattutto, dove è bene che vada?

Tra le riflessioni interessanti, alcune riguardano i lettori e le lettrici. Dmitry Shishkin, consulente digitale indipendente e nel board del World Editors Forum, afferma che nel corso del 2022 sempre più redazioni di media passeranno a modelli di creazione contenuti incentrati sulle esigenze degli utenti. Shishkin aggiunge che il successo reale dell’editoria digitale si verifica quando vengono attivati due elementi: 

  • il focus: necessario per distinguersi rispetto all’informazione che viene proposta main stream. Le nuove tendenze dell’informazione guardano alle nicchie e ai target ben definiti.
  • la qualità: fondamentale per costruire fiducia e credibilità nei lettori. Fino a qui, la qualità non è sempre stata rispettata. Ora occorre farlo.

Prima vengono identificate con chiarezza le esigenze del proprio pubblico e prima è possibile iniziare a produrre contenuti specifici. Ricordando sempre, sottolinea Shishkin, di puntare su creatività, strategia e coerenza. Per rendere tutto più chiaro, il concetto è: creare contenuti utili per i nostri lettori e le nostre lettrici partendo dall’ascolto. La sfida vera del giornalismo, infatti, è quella di smettere di predicare e concentrarsi sull’ascolto. È così che si possono intercettare necessità ed esigenze del pubblico. 

Anche Corinne Podger, direttore della The Digital Skills Agency, porta l’attenzione sui lettori e sulle lettrici. Dal canto suo afferma che nel 2022 si comincerà a smettere di chiamarli “pubblico” per cominciare a chiamarli “comunità”. Un cambiamento molto forte che fa percepire il cambio di rotta rispetto a come oggi si muove l’informazione.


«Osservo due grandi gruppi di redazioni – afferma Podger

quelle che interagiscono attivamente

e consultano i lettori prima di produrre

su contenuti, formati e prodotti

e quelle che ancora non lo fanno».


Chi ha la meglio? I primi naturalmente. Sono loro, infatti, a creare una forte relazione di fiducia con il pubblico. 

Mettendo a fuoco queste considerazioni emerge un concetto su cui si basa il giornalismo costruttivo che sostengo: occorre tornare al senso di giornalismo come servizio pubblico. Questo significa, semplicemente, rispondere alle esigenze della comunità. In pratica, significa cambiare punto di vista prima di mettersi al lavoro per produrre notizie.

 

LeRosa Assunta Corbo