1 Marzo 2022

Il doppio gioco di Katia Moretto – Recensione

di Francesca Lucente - Bookblogger & Copywriter
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 Doppio gioco è il libro di Katia Moretto, consulente finanziaria e patrimonialista per famiglie, professionisti ed aziende. Non ci sono categorie per le quali i suoi consigli non siano opportuni. 

Spiega nozioni di finanza e strategie di utilizzo quotidiano con un linguaggio assolutamente fluido e indirizzato a qualunque livello di conoscenza della materia. Se non ti sei mai avvicinato a questo argomento o ritieni che la tua gestione delle finanze sia già ad un buon livello, potrebbe fare comunque al caso tuo. Perchè?

Perché Katia in Doppio gioco apre gli occhi su tante piccole tattiche, anche quotidiane, che messe insieme creano una strategia realmente utile e vincente.

Questo libro non è tuttavia un elenco di regole per riuscire a risparmiare o capire come gestire efficacemente quel gruzzoletto che forse hai messo da parte. 

Rappresenta qualcosa di più. Per me, è diventato il mio vademecum personale delle “parole del Denaro e le ragioni del Cuore”

Come la descrive Regina Moretto nella prefazione, “possiede lo sguardo prudente sulle questioni collegate al denaro, visto come fonte di sicurezza per la famiglia, per i figli, nipoti e gli altri eredi”.

Ho realmente toccato con mano in ogni pagina l’importanza di creare un’eredità in senso ampio: morale e materiale. Ho letto i singoli e importantissimi passaggi di come stilarla affinché sia valida. Nulla di scontato.


“È fondamentale conoscere e riconoscere l’importanza della pianificazione successoria,

campo così articolato, ricco di elementi di razionalità,

di elementi emotivi e personali dove il pensiero e il ruolo della donna e dell’uomo,

del padre e della madre, s’incontra e si scontra, imparando dalle esperienze degli altri”.


Katia Moretto in Doppio gioco fa una chiara e concisa analisi mescolando ragione e cuore. Perché, parafrasando le parole di Regina Moretto, l’analisi finanziaria ci porta necessariamente a fare i conti con qualcosa che va incontro ad un limite psicologico per molti di noi: la propria vecchiaia, la malattia e la morte. 

Katia parla del denaro e delle risorse che ad esso sono collegate, su un piano che nulla ha a che vedere con la bramosia di accumulo ma piuttosto affonda le sue radici nella sicurezza, necessaria per ognuno di noi (nessuno escluso) per vivere serenamente.

Creare un piano (e un piano B, oserei dire di questi periodi) per sè stessi e per i propri cari. Che di secondario non ha proprio nulla in quanto dobbiamo svincolarci dall’idea di dover sopravvivere ed iniziare a procurarci il benessere psicologico necessario. 

Katia Moretto analizza inoltre uno degli aspetti che tocca da vicino il nostro tessuto imprenditoriale. Parliamo di un quadro all’interno del quale, per diverse dinamiche, gli imprenditori non pianificano per tempo il ricambio generazionale della propria realtà aziendale. 

In un momento storico in cui il mercato è profondamente cambiato e ha dovuto rapidamente affrontare un processo di digitalizzazione in cui, più di prima, i cambiamenti radicali avvenuti in termini di processi devono vedere coinvolte in prima linea le nuove generazioni, attingendo all’interno della famiglia. 

LeROSA Francesca Lucente