24 Gennaio 2022

Il credito d’imposta per l’installazione di impianti di compostaggio

di Gennaro Napolitano Scarica in PDF La scheda di EVOLUTION

La Legge di bilancio 2022 contiene specifiche disposizioni agevolative finalizzate a incentivare l’installazione di impianti di compostaggio presso i centri agroalimentari di alcune regioni, e, a tal fine, i commi da 831 a 834, dell’articolo 1 L. 234/2021, introducono e disciplinano uno specifico tax credit.

In particolare, il comma 831 prevede che per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2022, relative all’installazione e messa in funzione di impianti di compostaggio presso i centri agroalimentari presenti nelle regioni Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, è riconosciuto un contributo, nel limite massimo di 1 milione di euro per l’anno 2023, sotto forma di credito d’imposta, pari al 70% degli importi rimasti a carico del contribuente.

Il successivo comma 832 stabilisce che l’agevolazione deve essere richiesta dal gestore del centro agroalimentare purché l’impianto di compostaggio possa smaltire almeno il 70% dei rifiuti organici prodotti dallo stesso centro.

La nozione di rifiuti organici a cui fa riferimento il comma 832 è quella dettata dal Codice dell’ambiente (D.Lgs. 152/2006), il cui articolo 183, comma 1, lettera d), stabilisce che devono intendersi per tali i “rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, ristoranti, uffici, attività all’ingrosso, mense, servizi di ristorazione e punti vendita al dettaglio e rifiuti equiparabili prodotti dagli impianti dell’industria alimentare”.

Il compostaggio consiste, invece, nel processo attraverso il quale, a partire dal trattamento dei rifiuti e dei materiali di scarto dei processi produttivi, è possibile creare un materiale stabile e igienizzato per l’impiego in agricoltura e nel florovivaismo, il c.d. compost.

In altri termini, per effetto del compostaggio viene riprodotto il naturale processo biologico di decomposizione della sostanza organica contenuta nei rifiuti, ad opera dei microrganismi presenti nell’ambiente. Il risultato di questo processo è, come detto, il compost, che funge da una nuova risorsa per la prima fase della filiera agricola.

Tornado agli aspetti più strettamente giuridici dell’agevolazione in esame, il comma 833 disciplina le modalità di utilizzazione del tax credit, stabilendo che lo stesso è utilizzabile in compensazione mediante il modello F24, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 17 D.Lgs. 241/1997.

Lo stesso comma 833 precisa, inoltre, che nei confronti del credito di imposta non trovano applicazione i limiti di compensabilità di cui all’articolo 1, comma 53, L. 244/2007 (limite annuale di utilizzazione di 250.000 euro) e di cui all’articolo 34 L. 388/2000 (limite massimo dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale).

Peraltro, con riferimento al tale ultima disposizione, si ricorda che la stessa Legge di bilancio 2022 ha condotto a regime la disposizione introdotta dal c.d. Decreto-sostegni-bis (articolo 22 D.L. 73/2021), in forza della quale, per il solo anno 2021, il limite di compensabilità previsto dal ricordato articolo 34 era stato elevato a 2 milioni di euro.

La Legge di bilancio 2022, infatti, espressamente dispone che, a decorrere dal 1° gennaio 2022, il limite previsto dall’articolo 34, comma 1, primo periodo, L. 388/2000, è elevato a 2 milioni di euro (articolo 1, comma 72, L. 234/2021).

Il credito d’imposta, inoltre, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini Irap.

Secondo il comma 834, l’agevolazione in esame è concessa ai sensi e nei limiti del Regolamento (UE) n. 1407/2013 del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti di Stato c.d. de minimis.

Infine, si attribuisce a un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di bilancio, il compito di stabilire le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, al fine del rispetto del limite di spesa di cui al comma 831 (limite massimo di 1 milione di euro per l’anno 2023).