9 Luglio 2014

Mobile Economy, smartphone e tablet spiccano il volo in Italia

di TeamSystem Scarica in PDF

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Fino a qualche tempo fa, Mobile Economy era una definizione sconosciuta. Oggi, invece, rappresenta un argomento di grande attualità in tutto il mondo perché smartphone e tablet hanno ormai generato un ecosistema effervescente e ricco di infinite opportunità. Questo vale sia per aziende di grande spessore sia per la costellazione di nuove startup che continuano a nascere investendo le proprie energie in questo promettente settore. Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano hanno misurato questa realtà in Italia, in termini sia di consumi, sia di investimenti e i risultati sono fenomenali: la Mobile Economy italiana vale oggi 25,4 miliardi di euro e raggiungerà il 40 miliardi entro il 2016.

I soldi investiti nel 2013

I dati pubblicati dal Politecnico offrono un’idea precisa delle spese e degli investimenti in tecnologia durante lo scorso anno: una cifra pari all’1,6% del Pil italiano e destinata a rappresentare il 2,5% entro il 2016. Stiamo parlando di cifre notevoli per un settore inesistente fino a qualche anno fa. Gli investimenti sostenuti nel 2013 nel settore Mobile Economy sono andati per il 54% al potenziamento di reti mobile, l’unica strada per aiutare a crescere il settore in un Paese che vede nella distribuzione dell’accesso alla rete un vero grande limite all’innovazione.

Il 22% degli investimenti è stato speso nel campo dell’Internet Of Thing, ovvero tutte quelle soluzioni che permettono ad oggetti di uso comune di dialogare con gli smartphone e di conseguenza con il mobile. Un ambito, questo, destinato a crescere sempre di più grazie anche a nuove figure che si affacciano sulla scena, i cosiddetti Makers, persone con competenze tecnologiche che grazie all’immenso parco di soluzioni ormai a disposizione di tutti (stampanti 3D, software open source e hardware ormai venduto a costi ridotti) sono in grado di realizzare, in casa propria e in brevissimo tempo, oggetti perfettamente funzionanti. Una giovane startup romagnola, per esempio, DQid vende attraverso il sito www.graphiland.it dei kit a prezzi che partono da 40 euro per trasformare una normale macchina del caffè in un dispositivo capace di dialogare con il nostro iPhone o telefono Android e permetterci di preparare un espresso attraverso i comandi dello smartphone.

Il restante 16% degli investimenti in campo mobile, è stato speso nella realizzazione di nuovi software.

Il boom dietro l’angolo

I dati della ricerca del Politecnico evidenziano un incremento inarrestabile della Mobile Economy con una crescita del +493% dei consumi nel settore Mobile Ecommerce a fronte di un aumento di investimenti del 153%. Stiamo parlando di cifre che pochi settori possono vantare in questo momento e la dicono lunga sulle tendenze in essere. Entro la fine del 2014 in Italia ci saranno 12 milioni di tablet (4,5 milioni in più rispetto al 2013) e 45 milioni di smartphone. Qualunque offerta di servizio deve, di conseguenza, fare i conti con clienti/utenti che operano sempre più spesso in mobilità. La semplice realizzazione del sito web del nostro studio, per esempio, non può più fare a meno di ricorrere a tecnologia responsive, ovvero in grado di adattarsi e modificarsi dinamicamente a seconda dello schermo da cui si sta visualizzando. In caso contrario rischieremmo di rendere difficoltosa la navigazione a 30 milioni di italiani che ogni mese accedono al web servendosi di dispositivi mobile.

Mobile Economy e uso dei device

Lo studio del Politecnico si è posto anche lo scopo di capire in che modo gli italiani navigano quando sono in giro e quali sono i servizi che usano di più. Ecco i dati più interessanti che emergono dalla ricerca:

  • 76% usa un dispositivo mobile per accedere ai social network
  • 85% vede la pubblicità sul proprio dispositivo mobile
  • 20% ha comprato almeno un prodotto o un servizio
  • 76% è interessato a coupon per ricevere sconti.