16 Dicembre 2013

La settimana finanziaria

di Direzione Finanza e Prodotti - Banca Esperia S.p.A. Scarica in PDF

 

 

a cura della Direzione Investment Solutions – Banca Esperia S.p.A.

Le borse attendono l’inizio del Tapering.

La Borsa di New York, in una settimana priva sia di notizie societarie sia di pubblicazioni macro, visto che in genere i cinque giorni successivi al Labour Report, sono privi di report fondamentali, si è mossa seguendo le news relative agli sviluppi strategici della Federal Reserve e, successivamente, al confronto a Washington sul Budget Federale. Tutti gli indici hanno mostrato negli ultimi cinque giorni una performance negativa di circa mezzo punto percentuale, sintomo di una classica attitudine “wait and See”, ovvero si aspetta e si vede.

Anche l’Asia sembra aver subito in settimana il nervosismo, per quanto non eccessivo, in merito a quanto potrebbe succedere la prossima settimana in America. Solo il Nikkei sembra essere parzialmente sganciato dalla dinamica comune agli altri mercati del Far East in quanto il +0.67% di questa settimana è sostanzialmente influenzato dall’indebolimento dello Yen contro USD, che come sempre favorisce gli esportatori. Australia nuovamente in negativo e peggior indice sul mese, con una performance negativa del 5%.

L’Europa si è mossa al traino di Wall Street, con una performance negativa analoga. Vi era anche attesa per una serie di riunioni BCE, Ecofin e per l’intervento di Mario Draghi. Non vi è stata alcuna particolare notizia societaria, se non la “debacle” di Peugeot, da 12 a 9.5 Euro in cinque giorni, con GM che si ritira completamente e definitivamente dalla partnership strategica con il produttore francese.

Il Dollaro buca il livello di 1.365 contro euro e scivola controintuitivamente a 1.38, nonostante i numerosi segnali di rafforzamento dell’economia americana mentre il rapporto con lo Yen rimane vicino a 103. Come fatto notare da alcuni commentatori, l’Euro subisce più l’inattività della banca Centrale Europea di quanto impostato dalla Federal Reserve.

In settimana gli sviluppi politici in Italia e un quadro maggiormente favorevole per la Spagna hanno permesso un recupero per quanto riguarda il differenziale contro Bund a 10 anni, che ha raggiunto il livello pari a 222 per i BTP e 219 per i Titoli di Stato spagnoli.

La Fed comincia ad esporsi e c’e’ accordo sul Budget al Congresso.

Dopo mesi durante i quali il dibattito Tapering /Non Tapering sembra esser stato il principale argomento al centro della scena, ora, dopo una serie di dati che sembrano indicare un rafforzamento tangibile dell’economia americana, si è arrivati finalmente (pare) ad un punto di svolta. Il Presidente della Fed di St Louis, Bullard, suggerisce che una riduzione per quanto lieve degli acquisti di asset da parte della Federal Reserve potrebbe essere la giusta misura già dalla prossima settimana e potrebbe rappresentare un “trimming” ovvero una regolazione corretta che riconosce i passi compiuti dallo sviluppo economico americano .Il messaggio è decisamente importante, soprattutto perché Bullard ha sempre rappresentato l’ala moderata all’interno della FED, in quanto non appartiene ne al comparto dei falchi ne a quello delle colombe ad oltranza. Però, secondo la visione di numerosi analisti la minaccia incombente del Tapering sembra negli ultimi giorni aver perso parte della propria capacità offensiva; ritornando al concetto del bicchiere mezzo pieno/mezzo vuoto toccato la settimana scorsa, i mercati sembrano avere ormai scontato l’inizio delle operazioni e pare farsi strada la corrente di pensiero “Tapering is not Tightening”. Tra l’altro un report pubblicato da Bank Of America Lunedì sembra delineare una sostanziale calma in termini di attese: sul panel degli intervistati, più del 50 % si attende l’inizio delle operazioni di riduzione dello stimolo a Marzo e solo il 20% lo attende entro Gennaio.Però questo quadro previsivo è stato modificato in corso d’opera dall’inaspettato raggiungimento di un accordo al Congresso:smentendo le attese per un nuovo duro confronto sul Budget è stato raggiunto un compromesso tra democratici e repubblicani, che prevede l’eliminazione di alcuni tagli automatici su Difesa e Welfare, che vengono spalmati sui prossimi dieci anni. Ciò fornisce un elemento distensivo anche in vista della prossima scadenza, quella del Debt Ceiling ma contribuisce secondo molti analisti a modificare la percezione in merito all’inizio del tapering. Gli investitori speculano sul fatto che l’accordo possa rendere la FED più tranquilla in merito alle possibilità di espansione dell’economia USA e di conseguenza più incline ad una riduzione più vicina in termini temporali delle attività di sostegno.Un analista ha riassunto in modo perfettamente sintetico quanto accaduto: la pace a Capitol Hill ha fatto più dei dati macro per accendere la consapevolezza degli operatori sull’imminenza della azione della Federal Reserve. Come però accennato precedentemente la possibilità sembra innervosire i mercati meno che in passato.

Tra l’altro i dati che provengono dal comparto immobiliare sembrano far presagire la fine della crisi del comparto Real Estate in USA, che era stata in pratica il detonatore della crisi finanziaria mondiale: le registrazioni per gli atti relativi ai cosiddetti Foreclosures, ovvero i pignoramenti immobiliari che le banche fanno scattare per mancato pagamento delle rate del mutuo, sono ai minimi degli ultimi 8 anni.

L’Europa ed il commento di Draghi.

In Europa ha deluso la produzione industriale tedesca di Ottobre che inaspettatamente si è contratta dell’1,2% mese su mese , facendo segnare la seconda lettura negativa consecutiva in due mesi. Analogo risultato anche per l’Industrial Production di Francia e Finlandia, entrambe in contrazione mese su mese con il secondo e terzo calo mensile consecutivo. migliore delle aspettative invece quella italiana. In settimana si sono riuniti i Ministri delle Finanze europei: sul tavolo c’e’ il meccanismo di risoluzione per le banche in dissesto e si spera che un accordo in merito possa essere raggiunto entro fine anno. La Bce ha rilasciato Giovedì il consueto bollettino mensile sullo stato dell`economia dell`eurozona; il presidente Mario Draghi ha sottolineato come la situazione dell`area sia in miglioramento, confermando nuovamente la volontà della banca centrale di mantenere i tassi a livelli eccezionalmente bassi per sostenere la crescita;

 

Asia:Giappone in balia del Forex e numeri migliori delle attese in Cina.

Ad inizio settimana i mercati orientali hanno reagito in modo positivo al Labour Report. Il Giappone continua a vedere la performance dei propri indici legata, più che a veri e propri accadimenti societari, al livello del cambio Dollaro/ Yen, che come al solito influenza soprattutto i corsi dei titoli che hanno fatturato all’estero. Non ci sono state particolari news societarie ad influenzare il corso dei titoli che compongono il Nikkei.

Buona la serie di dati macro in Cina, con un Trade Balance migliore delle attese, che mostra come la probabile ripresa mondiale stabilizzi i livelli di produzione della seconda economia globale, accompagnato da un altrettanto convincente dato sulla produzione industriale. Inoltre un indice CPI, relativo cioè all’inflazione al consumo, in contrazione sembra allontanare lo stato di all’erta per possibili manovre restrittive da parte di People Bank Of China. In una mossa che sembra essere un segnale sincrono con le riforme ed il nuovo corso cinese, PBoC ha permesso allo Yuan di arrivare ai massimi storici contro Dollaro e, secondo alcuni analisti, ciò potrebbe preludere ad un allargamento della banda di oscillazione.

Durante la settimana l’India ha confermato in parte il suo buon momento, successivo alla vittoria dell’opposizione in una serie di elezioni locali. Qualche nota di tensione in chiusura di settimana è emersa dopo che una serie di campioni prelevati in alcuni allevamenti nei pressi Shenzen sono risultati positivi al virus h7n9 dell’influenza aviaria. Hong Kong ha messo in preallarme le strutture sanitarie dedicate al contenimento delle pandemie.

 

Numerosi gli appuntamenti Macro della prossima settimana.

Riprende per la prossima settimana, dopo il “vuoto” in termini di comunicazione successivo al Labour Report, il passo tradizionale degli appuntamenti macroeconomici negli Stati Uniti, con la pubblicazione di Empire Manufacturing, i dati gemelli di Industrial Production & Capacity Utilization, CPI Index. C’e’ molta attesa per quanto potrebbe emergere dalla riunione della FED, quando il FOMC pubblicherà il Riassunto delle Previsioni Economiche .In chiusura di settimana verrà anche pubblicata una serie di rilevazioni che andranno ad integrare i segnali provenienti dal comparto immobiliare di questa settimana, con la lettura di Housing Starts, Building Permits ed Existing Home Sales.Ultimo dato nel pomeriggio di Venerdì quello relativo al GDP annualizzato per il terzo trimestre.

 

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