23 Dicembre 2013

La settimana finanziaria

di Direzione Finanza e Prodotti - Banca Esperia S.p.A. Scarica in PDF

 

Borse in trazione dopo l’ultima Conference di Bernanke

Negli ultimi cinque giorni la borsa americana ha mostrato una performance solida. Era ormai chiaro che l’inizio delle operazioni di riduzione degli interventi di acquisto da parte della FED fosse ormai imminente e i mercati avevano già impostato un movimento al rialzo nei primi giorni della settimana per poi accelerare in modo netto e portarsi ai massimi storici nella sessione di Mercoledì sera, dopo aver valutato positivamente il quadro complessivo delle informazioni rilasciato da Bernanke in quella che è stata la sua ultima Conference come Chairman della Federal Reserve. La sessione di Giovedì è stata invece all’insegna della calma, con gli indici che hanno mostrato variazioni trascurabili.. S&P 500 +2&, Dow +2.79, Nasdaq +1.2% sulla settimana.

Asia a due velocità, con il Giappone che beneficia del rapporto Dollaro Yen, ormai a 104.5, che da sempre fa da propellente al comparto degli exporters e Cina che, dopo l’euforia delle settimane passate, sembra subire i tassi interbancari che sono risaliti nonostante alcuni interventi di People Bank of China, finalizzati ad aumentare la liquidità di sistema. Il Nikkei mostra in settimana una performance del 3% mentre HK perde il 2%. Pessima la dinamica degli indici locali cinesi, con Shanghai -5% sulla settimana.

Si riprende Sidney, Best Performer dell’area, che con le ultime due sedute porta al 3.5% la propria salita, dopo la deludente performance della scorsa settimana.

La dinamica dell’Europa è stata ottima negli ultimi 5 giorni, con l’indice MSCI Europe che mostra un guadagno di 3.12% e l’Eurostoxx 50 del 3.52%. Oltre al “Relief Rally” generato dalla FED, nell’Area Euro si scontano positivamente sia una serie di dati macro migliori delle attese sia i passi in avanti fatti per quanto riguarda l’Unione Bancaria.

Il Dollaro si è mantenuto tutta la settimana nell’intorno di 1.3750 contro Euro. Dopo la Fed si è assistito ad una fase di Fast Market, che ha visto la divisa USA toccare l’ 1.3815, per poi stabilizzarsi in serata a 1.37 e cominciare a rafforzarsi, fino a ritornare ad 1.364, con gli analisti che iniziano a soppesare quanto pubblicato da Bernanke. Il biglietto verde è stato il principale propulsore per i mercati azionari nipponici: dopo aver superato il livello pari a 104.5 sembra essere possibile l’avvicinamento a quota 110, limite del quale si era parlato nelle sttimane passate, dopo le raccomandazioni di switch in merito all’Asset Allocation dei fondi pensione statali giapponesi.

Negli Usa tassi in rialzo sulla scia dell’effetto inizio tapering, con il tasso decennale arrivato vicino al massimo da 3 mesi. I Governativi americani hanno subito anche l’esito non brillante dell’asta sui 7 anni per 29Mld$. In Europa tassi governativi in rialzo in particolare in Germania con il decennale vicino all’1,90%. Il Differenziale BTP/Bund tocca 219, livello migliore degli ultimi due anni e mezzo.

Il Tapering è iniziato ma la reazione dei mercati è composta e positiva, per ora

Dopo una serie di dati che sembrano certificare la solidità della ripresa, soprattutto in termini di creazione di posti di lavoro, la Federal Reserve ha deciso di passare all’azione. Dopo mesi di speculazioni, analisi ed illazioni da parte degli operatori, nell’ultima riunione del FOMC presieduta da Ben Bernanke, la FED ha deciso di cominciare a ridurre gli acquisti di circa 10 Bn USD al mese a partire da Gennaio e di cominciare a riportare la situazione verso la normalità. La mossa sembrava ormai imminente, vista anche la variazione delle aspettative degli analisti successiva alla serie di buoni dati Macro e al raggiungimento di una serie di importanti accordi al Congresso in merito al Budget, che fanno da preludio alle future negoziazioni in merito al Debt Ceiling. Al termine della riunione di ieri Bernanke ha annunciato l’inizio di un Tapering progressivo e ragionato, che si baserà su una riduzione mensile degli acquisti di 10 Bn ma che sarà valutato di volta in volta, seguendo l’evoluzione dei dati Macro, importantissimi soprattutto quelli che riguardano il livello occupazionale, e sarà accompagnato da uno scenario di tassi ai minimi storici per molto molto tempo, visto che ’inflazione sembra non essere al momento un problema. I mercati hanno gradito l’approccio “modulare” alla riduzione degli acquisti: se dovessero emergere situazioni di stress per la crescita, l’operazione mensile potrebbe essere sospesa o addirittura posticipata. Sembra che il direttorio della FED sia riuscito a convincere gli operatori che il Tapering non equivale ad una manovra restrittiva. La strategia della Banca Centrale americana punta ora alla normalità, senza causare contraccolpi all’economia e senza generare volatilità nei mercati. Bernanke ha reiterato la propria convinzione sul fatto che i tassi continueranno a rimanere ai minimi storici almeno fin quando la disoccupazione scenderà sotto il 6.5% e l’inflazione supererà il livello del 2%. 15 dei 17 membri del FOMC hanno affermato di attendersi il primo ritocco al rialzo dei tassi non prima della fine del 2015 o addirittura più tardi e hanno anche rivisto le proprie proiezioni sul mercato del lavoro. La previsione per un tasso tra il 6.4 ed il 6.8% per inizio 2015 è stato sostituito da un possibile 6.3%, aiutato anche da una serie di revisioni del Labor Force Participation Rate, la percentuale di coloro che hanno un lavoro o che lo cercano sul totale degli occupati. Comunque la ricettività da parte dei mercati è stata ben delineata da Tim Duy , ex economista del Tesoro americano e ora Professore all’Università dell’Oregon :”La separazione tra il ritmo del programma di riacquisto e il quadro prospettico dell’evoluzione dei tassi è uno dei passi più importanti verso una politica di normalizzazione.”

Janet Yellen si metterà si al timone della FED il prossimo anno, ma i motori sono già a regime e sul radar la rotta è già stata tracciata.

 

L’Unione Bancaria Europea, il passo più importante dopo l’Unione Monetaria

La tensione e il livello ossessivo di attenzione alle mosse della Federal Reserve ha forse distolto la focalizzazione degli investitori da uno dei passi più importanti per lo sviluppo delle dinamiche dell’Eurozona: l’istituzione di una Unione Bancaria, da molti analisti ritenuto il passo concreto più importante dopo la creazione dell’Euro. I 28 Ministri delle Finanze dei paesi membri si sono accordati soprattutto sul tema relativo al meccanismo unico della gestione delle crisi. Come riportato in un esauriente articolo dell’Ufficio Studi di un noto istituto di credito italiano: “è prevista la nascita di un fondo di risoluzione con relativo organo decisionale rappresentato dal consiglio di risoluzione, oltre ad un meccanismo per la gestione della fase transitoria”. Le banche di ogni Paese verseranno il necessario in singoli Fondi Nazionali, che poi saranno conferiti per formare il fondo di risoluzione. Dopo dieci anni i singoli fondi verranno fusi in un’unica entità che dovrebbe disporre di circa 55 BN. Euro. Il Consiglio di Risoluzione e l’Eurogruppo dovrebbero essere alla guida del fondo ma non è ancora definito con quale peso, così come mancano certezze in merito alla possibilità del Fondo di Risoluzione di finanziarsi sul mercato. Ora tutto passerà al vaglio del Parlamento Europeo.

 

Il Giappone a tutto vapore ma Pechino è paralizzata dai dubbi

I mercati orientali hanno reagito in modo positivo al Labour Report. Il Giappone continua a vedere la performance dei propri indici legata, più che a veri e propri accadimenti societari, al livello del cambio Dollaro/ Yen, che come al solito influenza soprattutto i corsi dei titoli che hanno fatturato all’estero. Il Nikkei raggiunge il livello più alto degli ultimi sei anni, con volumi più alti della media dopo che il rapporto Dollaro Yen ha fatto segnare 104.5. Nella sessione di Giovedì si sono concentrate alcune news aziendali, forse le uniche per quanto riguarda questa settimana. Honda ha guadagnato circa 1.5 punti percentuali, mentre Nintendo guadagna il 6% non solo per l’effetto Forex ma anche per alcune indiscrezioni che vedrebbero il produttore di Wii espandersi nel comparto smartphones e tablet. Sony e Panasonic guadagnano circa due punti. Tokyo Tatemono, che rappresenta uno dei maggiori sviluppatori Real Estate in Giappone, rivede al rialzo del 30% le proprie guidance e fa segnare un +7%.

Dissonanti invece i mercati cinesi che mostrano nove giorni consecutivi di flessione; il timore è che i tassi in aumento possano soffocare la crescita economica. Un termometro della situazione è il tasso repo a sette giorni, che si sta riavvicinando pericolosamente al livello del Credit Crunch di Giugno. Inoltre in Cina si teme che la notevole stringa di IPO in arrivo per il prossimo anno, con poca possibilità per gli investitori di finanziarsi in altro modo, possa portare a fare cassa sulla maggior parte dei titoli esistenti, in modo di poter disporre della liquidità necessaria per le nuove emissioni. Non ha aiutato tra l’altro un HSBC/Markit Index inferiore alle attese. E’ evidente che la tensione sui tassi a breve ha vanificato l’euforia che era stata generata dal Documento di Programmazione Economica sccessivo al Plenum del Partito.

Numerosi gli appuntamenti Macro della prossima settimana

Nonostante la pausa natalizia la prossima settimana vedrà la pubblicazione di numerosi dati di un certo interesse macroeconomico, con Personal Income / Personal Spending e Michigan Confidence Lunedì 23, tutta la serie dei numeri legati agli Ordini di Beni Durevoli Martedì 24 e i Cosueti Jobless Claims settimanali nella giornata di Giovedì 26.

 

 

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