3 Febbraio 2014

La settimana finanziaria

di Direzione Finanza e Prodotti - Banca Esperia S.p.A. Scarica in PDF

Bernanke saluta e se ne va, i Mercati Emergenti ringraziano

Performance di nuovo negativa delle borse americane, in una settimana che ha visto rilevazioni economiche contrastanti, l’ultimo atto di Bernanke come Chairman della Fed, il FOMC proseguire sulla strada del Tapering, una serie di trimestrali sostanzialmente positive e qualche delusione per alcuni report negativi, soprattutto nel comparto tecnologia.

Dow -2.1 %, S&P -1.87%, Nasdaq -2.25%.

Mercati asiatici ancora negativi; il Giappone continua a subire il rafforzamento dello Yen contro dollaro, la Cina non convince in termini di numeri macro e il resto del Pacific Rim è investito dalla crisi in modo sostanzialmente minore rispetto agli altri mercati emergenti.

Nikkei -3.1%, Hang Seng -3.0%, Sidney -1.3% . Shanghai -0.6%.

La performance dell’Eurostoxx, che la settimana appena trascorsa aveva mostrato una sostanziale tenuta, è questa volta in linea con gli altri indici mondiali, in una settimana che ha visto gli Emerging Markets in netta difficoltà. In un contesto del genere è il comparto Financials ad aver mostrato la maggior volatilità. L’indice, negli ultimi cinque giorni di trattazione, ha perso circa 2 punti percentuali.

Dollaro sempre stabile nell’intorno del livello 1.355 contro Euro. Perde, invece, terreno nei confronti dello Yen. Sembra allontanarsi dal punto di vista tecnico il livello limite del 110 e ovviamente, come riportato più avanti, soffre la borsa nipponica.

Il rendimento del Bund a 30 anni arriva al livello record degli ultimi cinque mesi, 2.49, dopo aver perso 5 centesimi nella giornata di Venerdì, in seguito a un report che indica un nuovo calo nel livello dell’inflazione relativo all’Area Euro. Erratico il movimento del differenziale BTP Decennale/Bund che dopo volatilità innescata dagli Emerging Markets, si è mosso più volte nnel canale 200/225 basis point. Risultati positivi dall’asta italiana a medio-lungo termine, che ha visto un buon rapporto di copertura grazie alla domanda robusta anche dall’estero.

FOMC come da attese, prosegue il momento negativo del Far East

L’attenzione degli operatori era questa settimana focalizzata soprattutto sull’ultimo intervento di Bernanke e su quanto sarebbe potuto emergere al termine della riunione del FOMC dal 28 al 29 Gennaio.

Nonostante i problemi che il Tapering sembra aver scatenato, soprattutto in termini di mercati emergenti, la Federal Reserve non sembra aver deviato dal sentiero precedentemente delineato: gli acquisti sono stati ridotti di ulteriori 10 BN, quindi – in teoria e se i dati lo permetteranno – il Quantitative Easing avrà esaurito il suo corso per l’inizio dell’inverno. Lo statement che la FED ha pubblicato indica un miglioramento economico e sostanziale tranquillità dal lato inflazione.

I dati Macro pubblicati in settimana sono stati piuttosto dissonanti tra loro, ma contengono distorsioni notevoli da ascrivere alle condizioni atmosferiche. I Jobless Settimanali comprendono anche una lettura più “corta”, vista la chiusura per la festività del Martin Luther King Day della scorsa settimana.

L’Asia ha mostrato una situazione decisamente pesante questa settimana. In primo luogo, Tokyo ha subito il netto apprezzamento del rapporto Dollaro/Yen, che ha influenzato negativamente tutti i titoli legati all’esportazione, ma i corsi sono anche stati influenzati da alcune trimestrali uscite sotto le attese. Spiccano quelle di Toshiba, che sulla pubblicazione dei numeri ha perso il 10 %, e quelle di Nintendo: l’hardware dello storico produttore nipponico non riesce a trovare spazio tra le console ad alta potenza (Xbox One) e gli Smartphone/Tablet.

La Cina continua a pubblicare numeri che mostrano come la crescita economica di Pechino, per quanto fortissima rispetto agli standard occidentali, sia in decelerazione. In attesa dei dati governativi che verranno pubblicati nel fine settimana, la lettura dell’indice PMI pubblicato da HSBC/Markit è sotto il livello di 50, che in indici come questo, che funzionano esattamente come l’ISM statunitense, indica la soglia che separa l’espansione dalla contrazione economica. E’ da notare che i volumi e l’operatività sui mercati cinesi e stata e sarà limitata dalle festività per i Capodanno, che dureranno fino al 6 Febbraio. Pare essere passata l’ondata di negatività sui Wealth Management Products dopo l’accordo che pare mettere al riparo gli investitori.

I mercati del Far East sembrano in definitiva aver metabolizzato più i problemi relativi alla propria area geografica che il vento di crisi, innescato dal tapering a Washington che ha investito gli altri Emerging Markets, obbligando la Turchia a raddoppiare il livello dei propri tassi in difesa della Lira e le autorità di Buenos Aires ad abbandonare il Peso al suo destino, schiantato da una raffica di vendite.

Prosegue il flusso delle trimestrali

Di nuovo una serie di trimestrali di sicuro interesse questa settimana.

Escludendo costi di ristrutturazione, Caterpillar ha riportato per il Q4 utili per 1.54 USD per azione Vs stime per 1.27. Sono però le guidance per il 2014 ad aver maggiormente sorpreso gli analisti. Il FY 2014 sarà pari 5.85 USD per azione vs attese per 5.75 in termini di utile per azione. Il fatturato sarà pari a 56 Bn vs attese 2014 per 55.4 Bn. Sembra chiaro il trend dell’equipaggiamento per l’edilizia che più che controbilancia la discesa negli ordini per attrezzatura mineraria. E’ evidente la positività che l’ufficio studi di CAT (secondo alcuni uno dei migliori al mondo per previsioni macro) individua nella ripresa del Real Estate americano.

I risultati di DR Horton e Pulte Homes, principali homebuilder americani, sono molto buoni e, se analizzati in sintonia con quanto pubblicato da Caterpillar, confermano il quadro positivo per il comparto edilizio.

Apple ha riportato in settimana e ha perso sei punti percentuali dopo aver presentato numeri leggermente migliori delle attese, ma guidance molto poco convincenti per i prossimi trimestri. L’oggetto del contendere è indubbiamente l’IPhone, che per quanto prodotto di successo planetario vede la propria leadership intaccata dall’aggressività di Samsung.

Luci e ombre per i titoli legati adInternet: i risultati di Facebook hanno stupito gli analisti, tanto da essere stati da alcuni definiti come “stellari”, mentre decisamente peggio delle aspettative sono state le trimestrali di Yahoo! e, soprattutto, di Amazon (che ha pagato con una discesa del 10% nell’aftermarket di Giovedì notte). Google ha deluso gli investitori, ma lo shock è stato ammortizzato dalla cessione ai taiwanesi di Lenovo della divisione Handset di Motorola, acquisita però due anni fa a un prezzo quattro volte superiore di quello realizzato questa settimana.

Boeing ha pubblicato una trimestrale migliore delle aspettative e un ottimo full Year 2013, ma sono state le Guidance a non convincere, soprattutto l’utile Full Year 2014 che, con una forchetta pari a 7/7.2 Usd per azione, si pone ad un livello inferiore alle stime di Wall Street, tarate su una media pari a 7.57 Dollari.

Per la parte della Stagione Utili europea, bene Siemens, Philips, Roche, BBV. Sul risultato di STM pesa Nokia, su quello di FIAT, deludente, la performance di Chrysler in Sud America mentre BBVA perde meno delle previsioni.

 

Labor Report in arrivo. Diminuisce il numero delle trimestrali negli USA

La prossima settimana sarà decisamente importante in termini macro, soprattutto grazie alla pubblicazione del Labor Report di Venerdì. Verranno inoltre rilasciati gli indici ISM, i Factory Orders il trade Balance e Non Farm Productivity+Unit Labor Cost.

La settimana dal 3 al 7 Febbraio vede ancora qualche nome interessante in termini di risultati: riporteranno Anadarko, Disney, Merck & Co., Twitter.

La Reporting Season in Europa prevede le trimestrali di Daimler, Sanofi, Vinci e Munchener Rueck.

 

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