10 Febbraio 2014

La settimana finanziaria

di Direzione Finanza e Prodotti - Banca Esperia S.p.A. Scarica in PDF

Settimana erratica per tutti i mercati

In una settimana dominata dai dubbi in merito alla validità dei macro report pubblicati, ISM in primo luogo, le borse americane mostrano una performance erratica che, sui cinque giorni, ha visto i tre indici principali perdere circa un punto percentuale. Ancora attivo il flusso di notizie generate dall’evolversi della Reporting Season.

Dow -1.39 %, S&P -1.16%, Nasdaq -0.99%.

Mercati asiatici di nuovo negativi. In una settimana contraddistinta dalla chiusura della Cina per le festività del capodanno, il Giappone subisce in pieno la pressione delle vendite e, nonostante una Reporting Season abbastanza convincente, fa vedere il peggior calo da sei mesi ad oggi.

Nikkei -3.03%, Hang Seng -2.5%, Sidney -0.45% , Shanghai NA

I numeri Macro, che sembrano delineare una situazione migliore delle aspettative, in Europa hanno sostanzialmente tenuto a galla l’Eurostoxx 50 che, sui cinque giorni, ha mostrato un calo inferiore al mezzo punto percentuale.

Dollaro stabile, ma che guadagna sull’Euro riportandosi in area 1.36 successivamente all’intervento di Draghi.

Labor Report sotto esame in USA, Cina chiusa, il Giappone collassa

In America c’era molta attesa per i numeri relativi al mercato del lavoro, soprattutto dopo i dati relativi all’ISM manifatturiero risultati molto inferiori alle attese, ai quali potrebbero avere contribuito anche le condizioni metereologiche avverse, tesi per altro suffragata da una pubblicazione di una ISM servizi, invece, migliore delle aspettative. I dati del Labor report erano comunque il cardine dell’attenzione degli investitori: gli analisti si interrogano sulla valenza della lettura relativa al mese scorso, la decelerazione nella creazione di posti di lavoro è dovuta ad elementi contingenti o segnala l’interruzione della moderata crescita dell’attività economica USA? L’indice ADP, che di solito anticipa in modo abbastanza corretto i risultati del Labor report, ha deluso, indicando 175K occupati contro attese per 185K. Nella giornata di giovedì a sostenere l’ottimismo sono arrivate le parole sul “debt ceiling” dello speaker della Camera John Boehner, che non ha escluso l’appoggio dei repubblicani ad un aumento del tetto sul debito senza condizioni. I numeri relativi al mercato del lavoro non sono stati entusiasmanti, con la creazione di solo 113K buste paga contro 180K attese, ma andando a esaminare il Breakdown dei dati emerge che il decremento è quasi interamente imputabile a una diminuzione dei posti di lavoro statali (ed è quindi meno drammatico rispetto a una situazione con un alto impatto su manifattura e servizi). C’e’, di nuovo, l’effetto sul numero di occupati delle condizioni atmosferiche avverse.

Le dinamiche relative alle borse asiatiche sono state pesantemente influenzate dalla chiusura di tutti i mercati cinesi per le festività del Capodanno. Comunque, nonostante il periodo di vacanze, il Dipartimento Centrale di Statistica di Pechino si è premurato di pubblicare una serie di dati, indicando un rallentamento dell’economia. Ciò ha gettato benzina sul fuoco, già acceso dai problemi dei mercati emergenti, innescando un ritracciamento che ha compromesso la performance dei pochi mercati del Far East aperti.

In particolare, la Borsa di Tokyo che, grazie alle prospettive delle Abenomics, aveva mostrato la miglior performance sull’anno tra tutti i mercati nel 2013, ha ritracciato in modo veloce e drammatico, arrivando a far registrare una perdita da inizio anno pari al 15%.

Non hanno influito positivamente le pubblicazioni di una serie di utili piuttosto convincenti: molte aziende nipponiche, come Panasonic, Mazda Motors, e Toyota hanno pubblicato utili nettamente superiori alle attese, beneficiando della esposizione che il fatturato di queste compagnie ha verso l’estero e del conseguente effetto positivo della debolezza dello Yen contro Dollaro ed Euro. Di tutt’altro tono i risultati disastrosi di Sony che, nell’anno fiscale che chiuderà a Marzo, perderà 1.2 Bn USD, licenzierà altri 5000 dipendenti e, secondo quanto anticipato da voci di mercato, vedrebbe il CEO e Presidente Kazuo Hirai prendere la storica decisione dell’abbandono del business dei televisori (spina nel fianco di tutti produttori di elettronica di consumo) e quello dei Computer portatili. Nemmeno Xperia sembra in grado di frapporsi con successo tra corazzate come Samsung e Apple nel comparto degli Smatrphones di alta gamma. Completano il disastro i flop al Box Office di pellicole come White House Down.

In Europa l’evento principale era rappresentato dal Meeting della ECB di giovedì, anticipato da una serie di dati Macro, segnatamente i PMI eurozone relativi ai servizi migliori del Consensus. Secondo alcuni autorevoli analisti, il dato europeo è stato rivisto al ribasso (51.6 da prec 51.9) per lo più a causa della revisione di quello tedesco (53.1 da 53.6), ma il recupero di quello italiano (a 49.4 da 47.9) e il livello elevato di quello spagnolo (54.9 da prec 54.2) continuano a confermare la tesi di un’accelerazione dell’attività economica nella periferia europea. Nella stessa direzione è andata la lettura dei Factory Orders tedeschi, risultati inferiori alle attese, portando gli investitori a considerare più probabile una stabilizzazione dell’economia tedesca rispetto a uno scenario di forte crescita.

Nel Meeting di giovedì Draghi ha lasciato i tassi di interesse invariati allo 0,25 %, inoltre ha ribadito che ECB manterrà i tassi a questo livello per molto tempo e che al momento non vede trend di deflazione in atto. Si è anche detto convinto del fatto che l’economia dell’Eurozona abbia mostrato una buona dose di resistenza alle vibrazioni e alla volatilità innescate dai problemi degli Emerging Markets.

Reporting Season ancora interessante

Meno densa di appuntamenti con le trimestrali la settimana che si è appena conclusa, ma alcuni report sono stati comunque degni di nota.

Disney ha pubblicato utili di molto superiori alle attese: 1.03 USD per azione, rispetto a un risultato pari a 77 cents dello scorso anno, meglio dei 91 cents del consensus. Dalla “House of Mouse”, così viene chiamato il complesso fortificato di Burbank dove ha sede la compagnia, arrivano per questo trimestre solo notizie positive. Spicca la rinascita dei leggendari Animation Studios, con “Frozen” che si avvicina a 1Bn USD di incassi. La franchise Marvel, acquistata da Stan Lee il giorno in cui il Board di Disney realizzò di avere l’80% del proprio fatturato sbilanciato verso individui di sesso femminile di età compresa tra i 12 e i 16 anni, si sta rivelando una autentica macchina da soldi. Secondo il CEO Rob Iger, ad esempio, il secondo capitolo di Capitan America dovrebbe battere i risultati già molto brillanti del primo, esattamente come era successo per i titoli dedicati a Thor e ad Iron Man. Inoltre, è ottimo il risultato di Home Video e Merchandising legati ai titoli uscito gli scorsi trimestri. Ancora nessuna previsione per ciò che potrebbe emergere dall’acquisizione di Lucas Film.

Unica nota stonata la partenza di Jerry Bruckheimer per Paramount.

Time Warner ha fatto registrare utili leggermente migliori delle attese, i fornitori di servizi di Pay TV stanno pagando di più pur di aggiudicarsi i programmi sviluppati da TW. Il 70% dell’operating income della compagnia deriva dai cosiddetti “Cable Contents.”. Warner Bros ha messo a segno due titoli importanti e con un ottimo ritorno al Box Office: Gravity e la seconda pellicola de “ lo Hobbit”. Anno su anno perde però CNN, che aveva beneficiato degli alti introiti generati durante la copertura delle Elezioni Presidenziali. Si prepara lo Spin-Off di Time Magazine, in una strategia che prevede l’abbandono della carta stampata.

Rallenta la crescita degli abbonati di Twitter e la prima comunicazione dei numeri della società di micro-blogging , anche se le revenues sono nettamente migliori del previsto, si trasforma in una delle giornate più difficili della storia della sua pur breve quotazione, con il prezzo del titolo che sprofonda di 22 punti percentuali.

General Motors ha riportato utili inferiori alle aspettative 67 cents sul quarto trimestre vs attese per 87. L’utile 4Q 2012 era stato pari a 48 centesimi. Anche il fatturato è risultato essere globalmente sotto le attese degli analisti, 40.5 Bn Usd contro 41 attesi e rispetto ai 39 Bn di un anno fa. Come sempre il peggior risultato, che affossa il quadro generale, viene dall’Europa, ma questo trimestre non è brillante nemmeno il risultato dell’Asia Ex China. Vi era molto interesse per la prima Conference Call di Mary Barra, prima donna della storia ad essere al timone di un gruppo Automotive USA.

Per la parte della Stagione Utili europea, ottimi i risultati di UBS Daimler e Munchener Rueck, mentre delude Credit Suisse a causa di accantonamenti maggiori del previsto finalizzati a fronteggiare possibili problemi legali in America.

Alcatel Lucent torna al primo trimestre positivo in due anni .

 

Settimana macro leggera, come sempre dopo il Labor Report.

Come sempre la settimana successiva alla pubblicazione del rapporto sul mercato del lavoro offre pochi spunti di carattere Macro. Sarà così anche nei prossimi cinque giorni, che vedranno in arrivo, oltre i consueti Jobless Claims, solo le Vendite al Dettaglio, Industrial Production & Capacity Utilization e l’Indice di Confidenza elaborato dall’Università del Michigan.

La Reporting Season volge al termine negli USA ma ci saranno ancora da esaminare le trimestrali di Nvidia, CBS Cisco Systems, Pepsi, Kraft Food e Applied Materials

La Reporting Season in Europa prevede le trimestrali di L’Oreal, Barclays Plc, Saipem, Heineken, SocGen, ABB, Nestle e Eni e BNP.

 

 

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