10 Marzo 2014

La settimana finanziaria

di Direzione Finanza e Prodotti - Banca Esperia S.p.A. Scarica in PDF

 

a cura della Direzione Investment Solutions – Banca Esperia S.p.A.

Settimana dinamica per le Borse mondiali

I mercati americani ritornano sui massimi storici nella giornata di martedì grazie soprattutto a buoni dati macro, che aiutano a stemperare la tensione di carattere geopolitico.

Dow +038 %, S&P +0.17%, Nasdaq -0.13%.

I Mercati asiatici risentono questa settimana non solo della volatilità innescata dalla situazione geopolitica, ma anche da specifiche news, soprattutto inerenti ai dati sulla crescita cinese e alle problematiche del mercato obbligazionari domestici a Pechino; le dinamiche locali comunque permettono un buon recupero degli indici.

Nikkei +0.92%, Hang Seng -0.19%, Sidney +0.30% , Shanghai 0.08%.

l’Eurostoxx 50, – 0.51%, sembra questa settimana subire il nervosismo della situazione geopolitica, che in pratica annulla con il suo influsso le buone notizie di carattere macro nell’Eurozona, dove un indice IFO convincente è stato seguito da buone rilevazioni per fiducia d’impresa e fiducia consumatori.

Il Dollaro, che ha mantenuto un livello tra 1.3735 e 1.3775 contro Euro, dopo i dati Bce e le parole di Draghi ha toccato il livello massimo dagli ultimi due mesi a 1.3860. Lo Yen ha continuato a indebolirsi sia verso l’Euro, toccando il massimo a 143,01, sia contro il dollaro, toccando i 103,15.

Venti di Guerra e Volatilità

La settimana è stata dominata dalle tensioni generate dalla situazione in Ucraina. Lo spettro di una invasione e di una “balcanizzazione “ dell’area ha fatto collassare l’azionario mondiale in apertura lunedì mattina. Il braccio di ferro per il controllo della Crimea sembra pericolosamente ricordare la situazione balcanica, con i serbi di Belgrado in aiuto e supporto ai serbi di Bosnia; questa situazione è il primo vero confronto dopo la fine della Guerra Fredda e potrebbe portare probabilmente a effetti anche sul Prossimo G8. Evidentemente, l’impatto dei venti di guerra favorisce un recupero dell’oro e dei prezzi delle materie prime, con particolare riferimento al gas naturale che costituisce una delle primarie leve di ricatto da parte del Cremlino. Lo statement di Putin che, dopo un “forcing” non indifferente da parte delle cancellerie occidentali, sembra essere meno incline ad attuare una invasione a tutti gli effetti dell’Ucraina, sembra avere calmato in parte il nervosismo, favorendo un recupero dinamico dell’azionario nelle giornate di martedì e mercoledì, che ha visto però la pubblicazione di una ISM non Manifatturiera inferiore alle attese.

In America l’attesa era prevalentemente focalizzata sulla pubblicazione dei numeri inerenti al mercato del lavoro, ma anche una serie di altri dati hanno contribuito alla performance dei mercati USA: sul fronte macro il GDP annualizzato ha segnato un rialzo del 2.4% nel Q4 (stime +2.5%) dal +3.2% precedente; la spesa personale ha segnato nello stesso periodo una crescita del 2.6% (stime +2.9%) dal +3.3% precedente; l`indice dei prezzi GDP ha segnato una variazione dell`1.6% (stime +1.3%) dal +1.3% del Q3; la fiducia dei direttori d`acquisto dell`area di Chicago si e` attestata in rialzo a febbraio a quota 59.8 (stime 56.4) dai 59.6 di gennaio. L’ISM Index manifatturiero si e` attestato a febbraio a quota 53.2 (stime a 52.4) in crescita dai 51.3 di gennaio; l`indice ISM dei prezzi pagati e` calato a febbraio di 0.5 punti a quota 60.00 (stime a 57.5). Il flusso di indicatori positivi, unito al calo della tensione in Crimea, ha permesso agli indici USA di tornare a far segnare livelli record. Il Beige Book, nonostante la costruzione fortemente aneddotica che lo contraddistingue, ha continuiato a mostrare uno scenario di crescita moderata, con una influenza sicuramente non devastante del temuto impatto da maltempo. Positivi i futures su Wall Street dopo gli importanti dati sull`occupazione pubblicati venerdi 7 marzo nel pre-market; se, da una parte, il tasso di disoccupazione ha segnato un`inversione di tendenza interrompendo il trend in calo (al 6.7% dal precedente 6.6%), dall`altra i posti di lavoro creati nel settore privato, manifatturiero e non agricolo sono stati particolarmente forti e ben al di sopra delle attese, rafforzando così l`ottimismo gia presente tra gli investitori.

In Cina l’atteso indice pubblicato dal dipartimento centrale di Statistica di Pechino ha evidenziato il dato peggiore da giugno e anche il dato pubblicato da HSBC/Markit si legge nella stessa direzione, con un livello pari a 48.5 vs 49.5 dello scorso mese. La Cina è influenzata da un sentiment negativo, sui timori che Pechino potrebbe essere per la prima volta testimone del default di un bond domestico: Shangai Chaori Solar Energy potrebbe non essere in grado di adempiere al pagamento di 15 milioni di Dollari in interessi. Non è una cifra enorme, ma è un segnale non confortante e potrebbe mettere in luce le debolezze al momento non percepite del mercato dei titoli domestici in Cina.

Il Giappone continua ad essere interessato da movimenti derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che, come è noto, influenza soprattutto le quotazioni dei titoli che hanno quote importanti di fatturato espresse in Dollari o Euro. Inoltre, secondo alcune minute in possesso della stampa, il gigantesco fondo pensione degli statali GPIF è orientato ad ottenere dai suoi assets un ritorno dell’1.7% annuale. Questo significa modificare la propria propensione, giudicata da molti analisti troppo avversa al rischio.

In Europa gli analisti erano soprattutto concentrati sulla pubblicazione dei PMI e su quello che sarebbe emerso dalla riunione della ECB. I primi sono risultati piuttosto positivi, sono coerenti con uno scenario di crescita moderata e evidenziano sorprese positive, come l’Italia, e congiunture al momento che sembrano essere più deboli per Francia e Spagna.

Per quanto riguarda il meeting ECB l’aspettativa era piuttosto elevata, anche perche Draghi aveva precedentemente segnalato come cruciale per decisioni future il meeting di Marzo, in quanto sarebbero state disponibili un maggior numero di rilevazioni. Tuttavia la maggior parte delle rilevazioni pubblicate non sembravano indirizzare il comportamento della Banca Centrale Europea verso comportamenti particolarmente attivi, anche se il Fondo Monetario Internazionale si era espresso per un taglio ulteriore dei tassi e per un Quantitative Easing. Giovedì pomeriggio, infatti, BCE, così come Bank Of England, ha lasciato tassi e situazione invariata, confidando in una estensione del movimento di ripresa economica.

Settimana in arrivo priva di dati significativi

Come sempre la settimana che segue la pubblicazione del Labor Report è piuttosto leggera in termini di pubblicazioni macro. Sono attesi dati relativi a: vendite al dettaglio, prezzi all’importazione e livello delle scorte. Come sempre, è attesa per giovedì pomeriggio la pubblicazione dei Jobless Claims.

 

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