8 Aprile 2016

Io sono il mio migliore amico

di Laura Maestri Scarica in PDF

Il dialogo interno, o più semplicemente, ciò che dici a te stesso, ha un impatto straordinario sulle emozioni, sulla percezione di ciò che accade al di fuori di te, sulla tua rappresentazione della realtà e su quanto comunichi agli altri.

Nei momenti in cui si avrebbe più bisogno di conforto e di incoraggiamento, molte persone attivano un dialogo interno negativo che, come una spirale, conduce a conclusioni e a comportamenti poco funzionali: sono inflessibili nel dirsi – e convincersi –  che andrà tutto male, che la giornata non può far altro che peggiorare, non che usciranno mai più da quel tunnel e così via. Tutto questo sfianca ulteriormente uno stato interiore già “sotto pressione” e non aiuta ad affrontare la situazione con l’energia positiva necessaria a risolverla.

Una domanda utile a comprendere quanto questa dinamica interiore sia poco produttiva è questa: se tu accompagnassi un tuo carissimo amico ad un importante colloquio di lavoro e, mentre aspettate nella sala di attesa, tu notassi che lui è molto nervoso, preoccupato ed agitato, cosa gli diresti per tranquillizzarlo ed incoraggiarlo? Frasi del tipo: “stai perdendo il tuo tempo, tanto non ti prenderanno mai” oppure: “sono sicuro che come al solito farai una pessima impressione perché sei così teso che non ti ricorderai nemmeno come ti chiami” o ancora: “avresti dovuto mettere l’abito più leggero, così sembri un fagotto che trasuda” e così via. Sono sicura che, con un accenno di sorriso, stai pensando: “ma certo che no!”.

Eppure, sono altrettanto convinta che, in qualche occasione, queste sono le frasi che ti sei detto quando sarebbe stato importante contare su uno stimolo positivo, per farti coraggio e per ritrovare l’autostima.

Com’è possibile che si sia più generosi ad aiutare un’altra persona, piuttosto che sé stessi? Si potrebbero addurre tanti motivi e giustificazioni, ma oggi guardiamo avanti.

Quando parli a te stesso, e noti che inconsapevolmente stai facendo a pezzi anche il più remoto angolo di positività a cui ti stai appellando per affrontare la giornata, l’incontro, la riunione, fai una pausa mentale e comportati con te stesso come faresti con il tuo migliore amico: sii di conforto e di sprone e, soprattutto, sii rasserenante e infondi a te stesso la sicurezza che ti meriti.

Noi siamo i fautori dei nostri stati emotivi e solo noi possiamo dirigere i nostri pensieri verso atteggiamenti mentali più adatti a ciò che succede al di fuori del nostro privato governo: non possiamo controllare la realtà che ci circonda, ma possiamo gestire le nostre reazioni ad essa.

E ricorda che sei tu il tuo migliore amico, sempre a tua disposizione.  

 

Per capire come il linguaggio influenza ciò che ci circonda vi raccomandiamo il seguente seminario: