9 Febbraio 2017

Per minimi e forfettari esonero dallo spesometro

di Fabio Garrini Scarica in PDF

Tra i chiarimenti recentemente resi dall’Agenzia delle Entrate in occasione di Telefisco 2017 e poi rifusi nella circolare 1/E/2017 constano alcune puntualizzazioni riguardanti il nuovo spesometro trimestrale, introdotto dal D.L. 193/2016 attraverso la modifica dell’articolo 21 del D.L. 78/2010. Tra queste, si evidenzia la conferma dell’esonero dall’invio dei dati delle fatture per i contribuenti che hanno aderito ai regimi agevolati per i contribuenti di minori dimensioni.

 

Minimi e forfettari

Con riferimento ai soggetti obbligati, il nuovo adempimento si presenta con un ambito di applicazione estremamente ampio. Diversamente dal precedente spesometro, che al contrario contava diverse ipotesi di esclusione, la norma prevede solo uno specifico esonero, quello previsto a favore dei piccoli agricoltori con ridotto volume d’affari (articolo 34, comma 6, D.P.R. 633/1972), ma con esclusivo riferimento a quelli situati nelle zone montane di cui articolo 9 D.P.R. 601/1973. Quindi, detti soggetti, quando non operano in queste zone, pur essendo esonerati dagli obblighi Iva, dovranno comunque inviare i dati: in particolare, la comunicazione riguarderà i dati relativi alle operazioni “attive” mediante l’invio dei dati delle autofatture emesse dai cessionari.

Ancorché non previsto espressamente dalla norma, si ritenevano esclusi dall’obbligo di trasmissione trimestrale delle fatture, sia emesse che ricevute e registrate, anche i soggetti che effettuano operazioni non rilevanti agli effetti dell’Iva e, in particolare, coloro che si avvalgono del regime forfettario, cosi come coloro che ancora oggi possono applicare il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (cosiddetti “minimi”). Questa convinzione, che si ritraeva dai chiarimenti forniti in relazione al precedente adempimento analogo (circolare AdE 24/E/2011), è stata confermata dai chiarimenti forniti nel forum e nella circolare AdE 1/E/2017 anche in relazione al nuovo adempimento.

La motivazione è legata al fatto che l’invio dei dati in questione ha come principale fine la prevenzione di illeciti nel campo Iva ed il monitoraggio delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta. Poiché tali soggetti non annotano le fatture, non addebitano l’imposta in fattura ai propri clienti, non detraggono l’Iva sugli acquisti, non la liquidano, né la versano e non sono obbligati a presentare la dichiarazione Iva, non avrebbe alcuna finalità l’estensione ad essi di tale obbligo.

Essendo pertanto soggetti esclusi dal mondo Iva, vengono di conseguenza esonerati dall’adempimento relativo alla comunicazione delle fatture. A dire il vero, solo le operazioni attive sono fuori campo Iva, mentre gli acquisti normalmente hanno Iva esposta, seppur per essi non detraibile. Vi sarebbe quindi potuto essere il dubbio che almeno gli acquisti potessero essere oggetto di comunicazione, onde evidenziare l’abbinamento con quelle emesse dai relativi fornitori.

Da notare, invece, che l’esclusione per tali soggetti è globale, essendo del tutto esonerati, come precisato dall’Amministrazione finanziaria, tanto per le operazioni attive che quelle passive.

Va infine segnalato che tali soggetti risultano altresì esclusi anche dalla comunicazione trimestrale delle liquidazioni Iva; il nuovo articolo 21-bis del D.L. 78/2010 prevede l’esonero a favore di coloro che non sono obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva o alla effettuazione delle liquidazioni periodiche. Si tratta, nello specifico, di tutti quei soggetti, spesso di ridotte dimensioni, che fruiscono di regimi particolari o di soggetti che, in ragione della tipologia di operazioni effettuate, godono di semplificazioni sotto il profilo degli adempimenti Iva. Tra questi certamente ricadono anche i contribuenti che utilizzano il regime forfettario o quello dei minimi.

 

 

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