ACCERTAMENTO E CONTENZIOSO

È possibile emendare la dichiarazione in giudizio

La Corte di Cassazione torna sull’annosa questione dei limiti posti alla emendabilità delle dichiarazioni periodiche consentita nei termini di cui all’art. 2, commi 8 e 8-bis del D.P.R. n. 322/1998, termini tutt’altro che chiari e univoci, da cui è derivato il caso affrontato nella sentenza n. 26187 del 12.12.2014. Ai sensi del citato art. 2,…

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Per l’induttivo possono utilizzarsi anche le fatture oggetto di sequestro

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1951 depositata il 4 febbraio 2015 torna ad esprimersi sul delicato tema dell’accertamento induttivo puro, sottolineando come al ricorrere del presupposti normativi l’Amministrazione finanziaria sia autorizzata ad espletare tale tipologia di accertamento, fondandosi su qualsiasi informazione comunque ottenuta come, nel caso analizzato, il ricorso a delle fatture…

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Il fermo amministrativo: e chi l’ha visto mai?

L’art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992 sul contenzioso è chiaro: il fermo di beni mobili registrati costituisce atto impugnabile. E numerosi sono in giudizi innanzi le commissioni tributarie che riguardano tali provvedimenti. Con una particolarità: che il documento che “certifica” il fermo amministrativo dell’autoveicolo non lo ha mai visto nessuno! Quanto meno al momento dell’iscrizione….

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Forfettari, occhio a redditometro e indagini finanziarie

L’ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie, per coloro che a decorrere dal 2015 hanno deciso di optare per il regime forfettario, richiede per l’ultima volta di confrontarsi con i risultati degli studi di settore o dei parametri. Come è noto, l’eventuale adeguamento, o comunque il valore riscontrato dalle applicazioni presuntive, non sono rilevanti ai…

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Il perfezionamento delle notifiche dirette

La disciplina della notificazione degli atti del processo dinanzi alle Commissioni tributarie soggiace a una compiuta regolamentazione, rinvenibile negli articoli 16 (quanto alle modalità) e 17 (contenente alcune regole particolari in relazione al luogo in cui effettuare la notifica) del D. Lgs. n. 546/1992. In base al comma 3 dell’art. 16 del D.Lgs. n. 546/1992…

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Ammissibile il ricorso non sottoscritto

La Corte di Cassazione, con sentenza n.24461/2014, statuisce che per riconoscere l’ammissibilità di un ricorso tributario sia sufficiente che almeno un esemplare dell’atto rechi la firma autografa dell’autore, non risultando rilevante (nell’ipotesi di notifica effettuata per il tramite postale) l’irregolarità integrata dal fatto che detto esemplare sia quello depositato presso la Cancelleria della C.T.P. e…

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Dalla Cassazione apertura all’appello cumulativo-collettivo

Il tradizionale convincimento che ad ogni atto amministrativo sia necessario opporre un singolo ricorso, in virtù dell’autonomia dell’obbligazione tributaria per ogni anno d’imposta, sviluppato in dottrina prima ed in giurisprudenza dopo, ha portato i più a diffidare dalla proposizione di ricorsi cumulativi. E così, a fronte di avvisi di accertamento “fotocopia” nei confronti dello stesso…

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Il ricorso tributario blocca l’INPS

Con la sentenza n. 8379 del 09.04.2014 la Corte di Cassazione ha espresso un importante principio in materia di coordinamento tra la riscossione dei contributi previdenziali conseguenti ad un accertamento fiscale e l’impugnazione dell’atto impositivo avanti alla competente Commissione tributaria. Com’è noto, a seguito dell’introduzione dei c.d. “accertamenti unificati” con il D.Lgs. n. 241/1997 (“Norme…

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Contribuenti forfettari al rebus accertamento

Per il nuovo regime forfettario si ripropongono le considerazioni già conosciute in occasione dell’introduzione del regime dei minimi relativamente al “rischio” accertamento e alle connesse implicazioni, attesa la previsione di una disposizione sostanzialmente analoga. Oltre infatti all’evidente “fastidio” degli importi contestati, il problema ulteriore si concretizza in ordine alle conseguenze sulle annualità successive in cui…

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La confisca degli utili della società per la responsabilità “231”

Con la pronuncia n. 53430 depositata in data 22.12.2014, la sesta Sezione della Suprema Corte ha affermato che il profitto del reato presupposto confiscabile ai sensi dell’art. 19 del D. Lgs. n. 231/2001 non va identificato con l’intero valore del rapporto contrattuale, ma deve essere limitato all’effettivo incremento del patrimonio dell’ente conseguito illegittimamente. Nel caso…

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