10 Dicembre 2016

Aspetti contabili della vendita con riservato dominio

di Viviana Grippo Scarica in PDF

L’articolo 1523 e seguenti cod. civ. disciplinano la vendita con patto di riservato dominio. Si tratta di un contratto di vendita a rate con riserva di proprietà, con il quale il compratore acquista la proprietà del bene solo con il pagamento dell’ultima rata del prezzo pattuito, tuttavia, egli assume da subito la disponibilità del bene e i rischi legati alla compravendita.

L’accordo tra le parti deve essere manifestato esplicitamente in quanto non è sufficiente che le stesse abbiano semplicemente rateizzato il prezzo.

L’articolo 1525 cod. civ. prevede che, anche in caso di patto contrario, il mancato pagamento di una sola rata, che non superi l’ottava parte del prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto, e il compratore conserva il beneficio del termine relativamente alle rate successive.L’articolo 1526 cod. civ., invece, specifica che se la risoluzione del contratto ha luogo per l’inadempimento del compratore, il venditore deve restituire le rate riscosse, salvo il diritto a un equo compenso per l’uso della cosa, oltre al risarcimento del danno. Nel caso in cui le rate pagate restino acquisite al venditore queste rappresenteranno per lo stesso una indennità.

Ratio della fattispecie contrattuale è la volontà del legislatore di garantire il venditore che ha consegnato la cosa al compratore senza averne incassato il prezzo.

La traslazione del passaggio della proprietà comporta, secondo il disposto dell’OIC 15, che la rilevazione del ricavo di vendita debba essere effettuato, da parte del venditore, al momento della consegna del bene anche se il contratto si perfezionerà solo successivamente.

Nella pratica contabile sarà quindi necessario rilevare sin da subito il credito ed il ricavo di vendita; tuttavia, se i tempi di pagamento del bene sono eccessivamente lunghi è possibile che venga previsto un corrispettivo per la rateazione, in tal caso se l’interesse fosse implicito nel prezzo, ai fini contabili, esso dovrebbe essere scorporato e registrato secondo natura.

Aspetti contabili

Si supponga la vendita con riserva di proprietà di un macchinario del costo di euro 100.000 più Iva.

Il venditore al momento della consegna del bene emetterà fattura che registrerà come segue.

Crediti vs Clienti a Diversi   122.000
Merci c/vendite a   100.000  
Erario c/Iva a   22.000  

Al momento dell’incasso delle varie rate egli registrerà la seguente scrittura (si supponga che le rate siano da 5.000 euro ciascuna).

Banca c/c a Crediti vs Clienti   5.000

Il compratore invece registrerà la fattura di acquisto del macchinario tra le immobilizzazioni.

 Diversi a Debiti vs Fornitori   122.000
Macchinari     100.000  
Erario c/Iva     22.000  

Successivamente il compratore rileverà i singoli pagamenti effettuati.

Debiti vs fornitori a Banca c/c   5.000

Avendo iscritto nel proprio attivo il bene acquistato con riserva di proprietà, il compratore potrà provvedere al suo ammortamento.

Non è inusuale che all’atto della compravendita siano rilasciati dal compratore effetti bancari.

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