Inglese finanziario e general English: quanta confusione!
di Stefano MaffeiL’inglese resta una sfida necessaria, ma tutt’altro che semplice, per i commercialisti. Come è possibile che, nonostante anni spesi a studiare l’inglese, sia sempre così complicato trattare questioni, anche semplici, con un cliente o collega straniero?
L’errore più grande dei commercialisti è pensare che l’inglese finanziario sia un passo successivo rispetto al general English. Tanti chiedono ingenuamente: «perché dovrei puntare sull’inglese tecnico quando mi sento ancora così incerto anche nell’uso dell’inglese per tutti i giorni?».
Pensateci un momento, però. Da adulti, migliorare il proprio livello di general English è una sfida piuttosto difficile. Vi sarà capitato, credo, di fare un corso di inglese generale e avere la sensazione di aggiungere “qualche goccia nel mare” della lingua, salvo poi dimenticare quasi tutto a poche settimane di distanza. È del tutto comprensibile: il general English assomiglia a un oceano, una lingua sterminata che si occupa a un tempo di quotidianità, cronaca, sentimenti, abitudini, cibo, politica e mille altre questioni. Maneggiarlo con competenza è affare per pochi.
Per stare nella metafora, l’inglese finanziario assomiglia, invece, a una piccola piscina. Bastano, infatti, 1.500/2.000 vocaboli – utilizzati correttamente – per scrivere un preventivo o una lettera di sollecito a un cliente straniero, per descrivere un bilancio a un collega straniero, per redigere un breve ma efficace curriculum vitae e per spiegare quale modello societario sia più in linea con le aspettative di un soggetto che voglia fare impresa in Italia.
Prima di affidarvi solo ed esclusivamente a Chat GPT (o ad altra chatbot di intelligenza artificiale) il consiglio è di intraprendere un corso base di inglese finanziario, che possa darvi una linea guida, oltre a mettervi al riparo da errori comuni e dai falsi amici (public company non significa società pubblica, ad esempio).
Mettetevi anche in testa che i rating tipici dell’inglese generale (B1, B2, C1, proficiency, advanced ecc) significano poco (o nulla) nel contesto dell’inglese finanziario, perché non garantiscono in alcun modo che voi siate in grado di comunicare con chiarezza ed eleganza con clienti e colleghi stranieri su temi di interesse professionale.
A marzo inizia il corso online EFLIT-Euroconference, il percorso ideale per migliorare e tenere in forma l’inglese finanziario con esercizi, giochi di parole, prove di ascolto e autentici documenti professionali in lingua inglese, indipendentemente dalle vostre competenze di general English.


