TFR: indice di rivalutazione di agosto 2026

L’ISTAT, con nota del 16 settembre 2026, ha reso noto che il coefficiente per la determinazione del TFR, accantonato al 31 dicembre 2025, ad agosto 2026 è pari a 3,710988. L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al mese di agosto è pari a 103,7.

Ad agosto 2026 l’inflazione torna ad accelerare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% su base annua, contro il +2,9% registrato nel mese precedente, confermando la stima preliminare.
La ripresa dell’inflazione è riconducibile soprattutto all’andamento dei prezzi dei beni energetici. La crescita tendenziale degli Energetici regolamentati passa, infatti, dal 14,8% al 18,6%, mentre quella degli Energetici non regolamentati sale dall’11,4% al 17%.

Accelerano anche i prezzi dei Beni durevoli, dallo 0,7% all’1,3%, e, in misura più contenuta, quelli degli Alimentari non lavorati, dal 3,6% al 3,8%. Al contrario, rallentano i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, la cui variazione annua scende dal 3% al 2,6%, e i Servizi relativi ai trasporti, dall’1,6% allo 0,8%.

L’accelerazione dell’indice generale non si riflette, pertanto, sulla componente di fondo: l’inflazione calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi diminuisce lievemente, passando dall’1,6% all’1,5%. Si riduce anche l’inflazione al netto dei soli beni energetici, dall’1,8% all’1,7%.

La dinamica dei prezzi risulta differenziata tra beni e servizi.
Nel comparto dei beni il tasso di crescita aumenta dal 3,2% al 4,1%, mentre per i servizi rallenta dal 2,7% al 2,4%.
Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia, passando da -0,5 a -1,7 punti percentuali.

Si mantiene moderata la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari. Il c.d. “carrello della spesa”, che comprende i Beni alimentari e quelli destinati alla cura della casa e della persona, rallenta dall’1% allo 0,9%. Accelerano, invece, i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, la cui variazione annua passa dal 3,4% al 4,3%.

Su base mensile, l’aumento dello 0,5% dell’indice generale è determinato principalmente dalla crescita dei prezzi degli Energetici regolamentati, pari al 3%, degli Energetici non regolamentati, pari al 2,9%, dei Servizi relativi ai trasporti, aumentati dell’1,3%, e dei Beni durevoli, in rialzo dello 0,5%.
L’inflazione media acquisita per il 2026 si attesta così al 2,9% per l’indice generale e all’1,9% per la componente di fondo.

Quanto agli altri indicatori, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) cresce dello 0,1% rispetto a luglio e del 3,2% su base annua, dal 2,9% del mese precedente. La variazione mensile più contenuta rispetto al NIC è legata ai saldi estivi, considerati nel calcolo dell’IPCA. L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra infine un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,4% rispetto ad agosto 2025.

Alla pagina Numeri del lavoro sono disponibili tutti i valori relativi al 2026.



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