La Commissione europea, in data 15 settembre 2026, ha adottato il pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori, finalizzato a garantire diritti sociali chiari e concretamente esercitabili in tutta l’Unione, indipendentemente dallo Stato membro nel quale le persone scelgono di vivere e lavorare. Le misure proposte dovrebbero consentire ai lavoratori di dimostrare e far valere più facilmente i propri diritti in materia di sicurezza sociale e assistenza sanitaria, nonché di rendere comprensibili e comparabili le qualifiche possedute e di ottenerne il riconoscimento formale quando intendono esercitare una professione regolamentata.
Il pacchetto punta, inoltre, a proteggere maggiormente i lavoratori mobili dagli abusi e ad eliminare le procedure amministrative lente e complesse che ostacolano le imprese nel reclutamento di personale e nella prestazione di servizi transfrontalieri. Le amministrazioni nazionali potranno beneficiare di una cooperazione più efficace, sia per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori sia per contrastare le frodi.
Il pacchetto affronta 2 dei 10 principali ostacoli al mercato unico individuati dalla Commissione, i c.d. “Terrible Ten”, favorendo la circolazione transfrontaliera delle competenze, il riconoscimento delle qualifiche e la tutela dei lavoratori. L’intervento comprende una comunicazione sulla mobilità equa del lavoro e 5 proposte legislative:
- un regolamento istitutivo della tessera europea di sicurezza sociale;
- il c.d. “Skills Portability Act”, costituito da un regolamento sulle qualifiche digitali e comparabili;
- un regolamento diretto a rafforzare l’Autorità europea del lavoro;
- una direttiva di modifica della disciplina sul riconoscimento delle qualifiche professionali;
- una direttiva riguardante il riconoscimento delle qualifiche dei cittadini di Paesi terzi.
Una volta pienamente attuato, il pacchetto dovrebbe generare entro il 2040 benefici economici stimati in 6 miliardi di euro, grazie al riconoscimento più rapido delle qualifiche professionali, alla verifica in tempo reale dei documenti di sicurezza sociale, alla riduzione degli oneri per imprese, lavoratori e autorità e alla prevenzione delle frodi.
Una delle principali innovazioni è rappresentata dalla tessera europea di sicurezza sociale, ESSPASS, attraverso la quale sarà possibile richiedere e ricevere interamente online i documenti previdenziali, compresi la tessera europea di assicurazione malattia e il documento portatile A1 utilizzato per i lavoratori distaccati. I cittadini che si spostano in un altro Stato membro potranno conservare e presentare tali documenti in formato digitale mediante il portafoglio europeo di identità digitale, mentre le amministrazioni potranno verificarne rapidamente e in sicurezza autenticità e validità.
Il portafoglio digitale dovrebbe essere disponibile per persone e imprese in tutta l’Unione entro la fine dell’anno, mentre l’integrazione dei singoli documenti previdenziali avverrà gradualmente. Nell’arco di 12 anni, la digitalizzazione potrebbe determinare risparmi fino a 64 milioni di euro per le imprese, 69 milioni per i prestatori di assistenza sanitaria e 72 milioni per gli ispettorati del lavoro. Le firme digitali potrebbero, inoltre, prevenire frodi per un valore massimo di 277 milioni di euro.
Il pacchetto interviene anche sulla portabilità delle competenze. Le qualifiche saranno rilasciate in un formato digitale standardizzato e potranno essere inserite nel portafoglio europeo di identità digitale, facilitandone la verifica. La Commissione propone, inoltre, uno strumento europeo gratuito di comparazione delle qualifiche, alimentato dalle informazioni contenute nelle banche dati nazionali, attraverso il quale lavoratori e datori di lavoro potranno comprendere e confrontare più facilmente i titoli conseguiti nei diversi Stati membri. Per le professioni regolamentate sarà introdotta una procedura digitale obbligatoria, destinata a rendere più rapido, economico e sicuro il riconoscimento transfrontaliero delle qualifiche di professionisti quali medici, infermieri, ingegneri e insegnanti. I tempi della procedura dovrebbero ridursi dagli attuali 3 mesi a 5 settimane, nel rispetto degli standard professionali e delle esigenze di sicurezza pubblica e tutela dei consumatori.
Attraverso quadri comuni di formazione, il riconoscimento automatico sarà progressivamente esteso ad altre professioni regolamentate, soprattutto a quelle caratterizzate da carenza di personale. È stato predisposto un elenco preliminare di 10 ulteriori professioni e la Commissione ha già adottato il primo quadro comune riguardante i fisioterapisti, una delle categorie professionali con maggiore mobilità all’interno dell’UE. Sono previste regole comuni anche per il riconoscimento delle qualifiche conseguite al di fuori dell’Unione, applicabili sia ai cittadini europei sia ai professionisti di Paesi terzi che già lavorano nel mercato unico o presentano domanda dall’estero. Le procedure, che attualmente richiedono in media 14 mesi, dovrebbero concludersi entro 4 mesi, riducendo fino al 50% i costi amministrativi sostenuti dai datori di lavoro per le assunzioni.
Per 7 professioni già soggette a standard formativi europei, le qualifiche rilasciate da istituzioni extra-UE accreditate e valutate da organismi europei di garanzia della qualità potranno essere riconosciute automaticamente. Gli Stati membri conserveranno comunque il pieno controllo sull’ammissione dei cittadini di Paesi terzi nel proprio territorio e sulle condizioni richieste per esercitare una professione.
Il pacchetto rafforza, infine, l’Autorità europea del lavoro, ELA, attribuendole strumenti più efficaci per sostenere gli Stati membri nell’applicazione del diritto dell’Unione. L’Autorità potrà elaborare valutazioni dei rischi utili agli ispettorati nazionali per indirizzare meglio i controlli e potenzierà la cooperazione transfrontaliera attraverso funzionari nazionali di collegamento dedicati alle attività ispettive. Saranno, inoltre, finanziate le organizzazioni che forniscono assistenza ai lavoratori occupati in altri Stati membri e ai datori di lavoro che prestano servizi o assumono personale oltre frontiera. Il mandato dell’ELA sarà esteso al contrasto degli abusi ai danni dei cittadini di Paesi terzi e del lavoro illegale, mentre la semplificazione della procedura di mediazione dovrebbe agevolare la rapida soluzione delle controversie transfrontaliere tra Stati membri.
Le misure dovranno essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
La digitalizzazione inizierà dal documento A1, un anno dopo l’entrata in vigore del regolamento ESSPASS, e sarà estesa entro 3 anni alla tessera europea di assicurazione malattia e agli altri documenti.
Il riconoscimento semplificato delle qualifiche extra-UE dovrebbe essere operativo entro 2 anni dall’adozione, mentre per le qualifiche digitali e le nuove procedure relative alle professioni regolamentate è previsto un termine di 3 anni.
Gli effetti del nuovo mandato dell’ELA sono attesi nel periodo 2028-2030.
