Magistrati onorari: chiarite le regole sul cumulo di compensi e pensioni

L’INPS, con circolare n. 79 del 24 luglio 2026, ha chiarito il regime di cumulo tra pensioni e compensi spettanti ai magistrati onorari, alla luce dell’evoluzione normativa, distinguendo tra magistrati onorari confermati e non confermati.

Per i magistrati confermati, il compenso percepito assume rilevanza come reddito da lavoro e si applicano, in linea generale, le regole ordinarie di cumulabilità tra pensione e redditi da lavoro. Nello specifico:

  • per chi ha scelto il regime di esclusività delle funzioni onorarie il compenso è assimilato a reddito da lavoro dipendente;
  • per chi non ha esercitato tale opzione viene considerato reddito da lavoro autonomo ai fini della disciplina sul cumulo.

Per i magistrati onorari non confermati, invece, il compenso mantiene natura di indennità e non è considerato reddito da lavoro. Di conseguenza, non è rilevante per le norme che limitano il cumulo tra pensione e attività lavorativa.

La circolare richiama, inoltre, le specifiche situazioni di incumulabilità tra redditi da lavoro e prestazioni pensionistiche previste dalla normativa:

  • pensioni o assegni di invalidità, pensione di privilegio, pensione di inabilità assoluta e permanente per gli iscritti alla Gestione pubblica;
  • pensione anticipata lavoratori precoci (Legge n. 232/2016);
  • pensione Quota 100;
  • pensione anticipata e pensione anticipata flessibile.

I magistrati onorari titolari di pensione sono tenuti a comunicare tempestivamente all’INPS la propria posizione, indicando l’eventuale conferma dell’incarico, la scelta del regime di esclusività e le date di inizio e cessazione dell’attività. Le sedi dell’Istituto provvederanno a verificare il corretto regime di cumulabilità o incumulabilità applicabile.

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