Un ritorno al passato per dividendi e PEX

Il D.L. n. 38/2026 ripristina il regime fiscale previgente per dividendi e plusvalenze (PEX), eliminando le restrizioni introdotte dalla Legge di bilancio 2026. Vengono quindi aboliti i requisiti minimi di partecipazione (5%) o valore (500.000 €), tornando all’esenzione del 95% per i soggetti IRES. Per copertura, aumenta l’imposta di bollo sui conti correnti delle società (da 100 a 118 €), invariata per le persone fisiche.

Il recente Decreto fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 marzo 2026 e pubblicato nella medesima giornata in Gazzetta Ufficiale (D.L. n. 38/2026), ha di fatto ripristinato il regime vigente fino al 31 dicembre 2025 per dividendi e PEX. Si è trattato di una vera e propria “marcia indietro” da parte del Legislatore rispetto alle stringenti limitazioni che erano state introdotte solo pochi mesi prima con la Legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).

Per comprendere appieno la portata dell’art. 11 del nuovo D.L. n. 38/2026, è necessario fare un passo indietro analizzando il contesto normativo previgente. La Legge di bilancio 2026 aveva, infatti, introdotto una severa stretta sulla tassazione agevolata dei dividendi e sulle plusvalenze in regime d’impresa. Nello specifico, la fruizione della tassazione in misura ridotta — che garantisce un’esclusione dal reddito del 95% per i soggetti IRES e prevede che tali proventi concorrano alla formazione del reddito nella misura del 58,14% per i soggetti IRPEF — era stata condizionata al rispetto di nuovi e rigidi requisiti quantitativi. In base a quelle regole, il regime di favore era limitato esclusivamente alle partecipazioni dirette nel capitale non inferiori al 5%, oppure aventi un valore fiscale non inferiore a 500.000 euro.

Questa impostazione normativa aveva immediatamente sollevato forti dubbi e criticità in fase applicativa, destando preoccupazione tra gli operatori del settore. Come illustrato dal Viceministro dell’Economia Maurizio Leo durante il convegno “Fisco meeting 2026”, tenutosi nei giorni scorsi a Torino, i nuovi vincoli avrebbero generato storture paradossali nel normale svolgimento della vita aziendale. Un esempio emblematico portato dal Viceministro riguarda il caso di un contribuente titolare di una partecipazione del 6%: qualora questi avesse deciso di cedere una quota del 4% beneficiando del regime PEX, si sarebbe ritrovato a subire una tassazione piena, e non più agevolata, sulla residua partecipazione del 2%, ormai scesa sotto la rigida soglia minima richiesta dalla manovra.

Di fronte all’evidenza di meccanismi definiti “molto intricati”, il Governo è intervenuto con il D.L. n. 38/2026 per eliminare le complessità operative e le diffuse incertezze interpretative che stavano gravando sulle imprese e sui professionisti. L’art. 11 del decreto provvede, di fatto, a smantellare le restrizioni inserite nel TUIR solo pochi mesi prima. A decorrere dal 1° gennaio 2026, viene dunque ripristinata in toto la disciplina previgente. Sul piano tecnico, si assiste all’abrogazione del comma 1.1 dell’art. 87, TUIR, che limitava l’esenzione delle plusvalenze, e del comma 2.1 dell’art. 89, relativo ai dividendi. Parallelamente, sono state soppresse all’interno dell’art. 89 le parole che imponevano il limite di valore fiscale non inferiore a 500.000 euro.

Conseguentemente a queste abrogazioni, gli utili distribuiti dalle società e dagli enti commerciali tornano a non concorrere alla formazione del reddito dell’esercizio per il 95% del loro ammontare (per le società di capitali), senza l’obbligo di soddisfare le citate soglie percentuali o di valore fiscale. Lo stesso identico principio di esenzione si riapplica, alle medesime e storiche condizioni previste dall’art. 87, TUIR, alle plusvalenze realizzate sulla cessione di tali partecipazioni. Per completezza, si segnala che l’art. 12, D.L. n. 38/2026, quale evidente necessità di copertura finanziaria delle modifiche descritte, prevede un innalzamento dell’imposta di bollo dovuta sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, ovvero imprese, professionisti in forma societaria ed enti. Con l’entrata in vigore del provvedimento, gli estratti conto e i rendiconti inviati dalle banche e dai gestori finanziari a questa clientela corporate sconteranno un’imposta di bollo con periodicità annuale pari a 118 euro, registrando di fatto un aumento di 18 euro rispetto ai precedenti 100 euro. Rimane invece fortunatamente invariata la misura dell’imposta di bollo per le persone fisiche, che continueranno a corrispondere il prelievo sulle comunicazioni nella misura attualmente vigente di 34,20 euro annui. L’aumento per le entità giuridiche troverà applicazione per tutti gli estratti conto e i rendiconti emessi a partire dalla data di entrata in vigore del decreto.

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

Il master si articola in quattro videoconferenze che affrontano il tema della società semplice inquadrando sia gli aspetti civilistici che fiscali, con una particolare attenzione ai pregi e ai difetti di questo strumento. La prima lezione approfondirà i temi civilistici attinenti all’istituto della società semplice. Si tratterà di una dissertazione non teorica ma di un’analisi delle norme del codice civile con un approccio alla prassi operativa professionale. Verranno anche esaminate le tipiche clausole statutarie di una società semplice con indicazione di vantaggi e criticità di alcune soluzioni. La seconda giornata sarà dedicata esclusivamente alla fiscalità diretta ed indiretta della società semplice. Pertanto, si affronterà il tema della società semplice di godimento immobiliare, della società semplice holding e quindi della tassazione dei dividendi e delle plusvalenze. A partire dal 9/09/2026

Nell’ampio panorama di agevolazioni per le imprese, composto da contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, super deduzioni fiscali, finanziamenti a tasso agevolato, voucher e formazione finanziata per lo sviluppo delle competenze, gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica hanno un ruolo da protagonista. Il master approfondisce con approccio operativo, in mezze giornate dedicate, le principali caratteristiche dei principali meccanismi incentivanti, spesso cumulabili tra loro, finalizzati a favorire la crescita economica delle imprese italiane attraverso investimenti in beni strumentali nuovi e investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione. A partire dal 15/09/2026

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Torna in alto