Molte imprese oggi raccolgono grandi quantità di dati dalle macchine e dai processi produttivi. Tuttavia, il vero valore emerge solo quando queste informazioni riescono a dialogare con i sistemi informativi aziendali. Affinché le informazioni raccolte possano supportare le decisioni aziendali, è necessario che i sistemi di automazione siano integrati con il resto dell’infrastruttura informativa. L’integrazione rappresenta uno dei principali fattori di complessità, ma anche uno degli elementi più distintivi nei progetti di automazione industriale.
Superare i silos informativi
In molte realtà produttive, i dati rimangono confinati all’interno delle singole macchine o dei reparti. Accade spesso, ad esempio, che i dati di produzione restino disponibili solo a livello di macchina o reparto, senza essere collegati ai sistemi di pianificazione o al controllo di gestione. Questo approccio limita fortemente la possibilità di analisi e rende difficile ottenere una visione complessiva dei processi.
Un sistema integrato consente invece di:
- collegare i dati di campo a software di supervisione e sistemi gestionali;
- garantire coerenza e continuità delle informazioni;
- rendere il dato accessibile ai diversi livelli aziendali.
Quando queste informazioni diventano accessibili anche ai livelli gestionali dell’impresa, cambia anche il modo in cui vengono lette sul piano economico. Per le aziende e i professionisti che le assistono, la disponibilità di dati produttivi più strutturati consente di interpretare con maggiore precisione costi, efficienza dei processi e sostenibilità degli investimenti.
Dal punto di vista operativo, l’integrazione richiede competenze trasversali che spaziano dall’OT (Operational Technology, cioè le tecnologie che fanno funzionare macchine e processi produttivi) all’IT (Information Technology). Aziende come Task Srl operano proprio in questa zona di confine, supportando le imprese nella definizione di architetture che mettano in relazione tecnologie di campo e sistemi informativi.
L’integrazione come scelta strategica
Donato Crisostomo, CEO di Task, ci spiega che “Integrare non significa semplicemente far comunicare i sistemi, ma progettare un flusso informativo coerente con le esigenze decisionali dell’azienda. Questo implica scelte architetturali che tengano conto dell’evoluzione futura del sistema (proposta più semplice per chi legge: questo significa progettare sistemi che non funzionino solo oggi, ma che possano evolvere insieme all’azienda.). Nella nostra esperienza di molti progetti industriali, l’integrazione rappresenta il passaggio che trasforma una soluzione tecnologica in un vero strumento di supporto al business, rendendo il dato un patrimonio condiviso e utilizzabile.”

