L’ISTAT, con nota del 16 luglio 2026, ha reso noto che il coefficiente per la determinazione del TFR, accantonato al 31 dicembre 2025, a giugno 2026 è pari a 2,786543. L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al mese di giugno è pari a 102,8.
A giugno 2026 l’inflazione scende al +3,0% (dal +3,2% di maggio).
Tale lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%).
Nel mese di giugno l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%).
Si riduce anche il tasso di variazione tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa” (da +1,9% a +1,3%).
L’inflazione acquisita a giugno, per il 2026, resta stabile a +2,6%.
Alla pagina Numeri del lavoro sono disponibili tutti i valori relativi al 2026.
