Fatture per operazioni triangolari e nuove specifiche tecniche

Le nuove specifiche tecniche prevedono l’utilizzo del codice TD25 per le fatture differite di cui all’articolo 21, comma 4, terzo periodo, lett. b), D.P.R. 633/1972 (Decreto Iva).

Tale norma consente al promotore di una operazione triangolare di emettere fattura entro il mese successivo a quello di consegna o spedizione di un bene, e, coordinandosi con l’articolo 6, comma 5, l’imposta diventa esigibile nel mese successivo a quello di consegna o spedizione.

Si consideri quindi il presente esempio: Tizio acquista la merce da Caio, e la cede a Sempronio, incaricando Caio di consegnare la merce direttamente a Sempronio; supponiamo che Caio consegni la merce in gennaio.

Secondo le normali regole, la cessione di beni da Tizio (che è il promotore dell’operazione triangolare), nei confronti di Sempronio avviene in gennaio, perché è in tale mese che la merce è stata consegnata, e conseguentemente Tizio dovrebbe emettere una fattura che entra nella liquidazione Iva del mese di gennaio.

Avvalendosi della fatturazione differita, potrebbe emettere il documento massimo entro il 15 di febbraio, ma lo stesso termine potrebbe essere utilizzato anche da Caio per emettere la fattura nei confronti di Tizio.

In sostanza, se gli elementi che Tizio deve avere per emettere fattura nei confronti di Sempronio, sono contenuti nella fattura che egli deve ricevere da Caio, è possibile che a quest’ultimo non resti materialmente il tempo per emettere la fattura. Per tale motivo, Tizio, cioè il promotore dell’operazione triangolare, ha la possibilità di emettere la fattura a Sempronio fino all’ultimo giorno di febbraio, e l’Iva relativa a tale documento confluirà nella liquidazione di tale mese, posto che sarebbe impossibile farla confluire nella liquidazione Iva del mese di consegna della merce, essendo questa già chiusa.

Ciò premesso, nella pratica non è così frequente che il promotore di una operazione triangolare aspetti così tanto tempo per emettere la fattura e, complici i tempi di incasso della stessa, è molto frequente che venga emessa nello stesso mese in cui viene consegnata la merce. Il contribuente può infatti non avvalersi della possibilità di differire l’emissione della fattura e la conseguente liquidazione dell’Iva.

Considerato che il nuovo codice TD25 è stato creato per permettere all’Agenzia delle Entrate di compilare in modo automatizzato i registri Iva, tale codice serve per permettere all’Agenzia di capire che, a fronte di un ddt datato in un mese, quello di liquidazione dell’imposta è il mese successivo.

Sulla base di tale ragionamento si dovrebbe ritenere che chi emette fattura nello stesso mese di consegna della merce, e non si avvale dei maggiori termini, non debba utilizzare il codice TD25, ma alternativamente il TD01 o il TD24.

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