L’ISTAT, con nota del 12 agosto 2026, ha reso noto che il coefficiente per la determinazione del TFR, accantonato al 31 dicembre 2025, a luglio 2026 è pari a 3,136358. L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al mese di luglio è pari a 103,1.
A luglio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) aumenta dello 0,3% rispetto a giugno e del 2,9% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al 3,0% del mese precedente, ma sopra la stima preliminare del 2,8%. La decelerazione dell’inflazione è dovuta soprattutto al rallentamento dei prezzi degli energetici non regolamentati, passati dal 13,3% all’11,4%, degli alimentari non lavorati, dal 4,4% al 3,6%, e dei servizi vari.
Aumentano, invece, i prezzi degli energetici regolamentati, dal 9,2% al 14,8%, nonché quelli dei servizi di trasporto e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile all’1,6%.
I prezzi dei beni rallentano al 3,2%, mentre quelli dei servizi accelerano lievemente al 2,7%. Si riduce anche la crescita del c.d. “carrello della spesa”, che scende dall’1,3% all’1,0%, e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, dal 3,9% al 3,4%.
L’inflazione acquisita per il 2026 si attesta al 2,7%, mentre quella relativa alla componente di fondo è pari all’1,8%.
L’indice armonizzato IPCA diminuisce dell’1,0% su base mensile per effetto dei saldi estivi e cresce del 2,9% su base annua; l’indice FOI, al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,3% sul mese e del 2,8% rispetto a luglio 2025.
Alla pagina Numeri del lavoro sono disponibili tutti i valori relativi al 2026.
