Potere disciplinare: la contestazione dell’addebito non ha per oggetto le prove

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 4 settembre 2025 n. 24558, in tema di esercizio del potere disciplinare, ha stabilito che la contestazione dell’addebito ha la funzione di indicare il fatto contestato al fine di consentire la difesa del lavoratore, mentre non ha per oggetto le relative prove, soprattutto per i fatti che, svolgendosi fuori dall’azienda, sfuggono alla diretta cognizione del datore di lavoro; conseguentemente, è sufficiente che quest’ultimo indichi la fonte della sua conoscenza.

Deve, dunque, ritenersi illegittimo il licenziamento per giusta causa laddove non siano stati preindicati specificamente i fatti addebitati e, peraltro, non sia stato dimostrato nemmeno in giudizio che il personale autore del report investigativo fosse autorizzato.

 

Licenziamento individuale – Disciplinare – Contestazione degli addebiti – Funzione – Difesa del lavoratore – Oggetto – Prove dell’addebito – Esclusione – Fonte di conoscenza dell’addebito – Indicazione – Sufficienza.

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