Giusta causa: modesta entità del fatto addebitato valutata alla luce di futuri comportamenti

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 25 febbraio 2025, n. 4945, in tema di licenziamento per giusta causa, ha stabilito che la modesta entità del fatto addebitato non si riferisce alla tenuità del danno patrimoniale per il datore di lavoro, dovendosi valutare la condotta del prestatore di lavoro sotto il profilo del valore sintomatico che può assumere rispetto ai suoi futuri comportamenti, nonché all’idoneità a porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento e a incidere sull’elemento essenziale della fiducia, sotteso al rapporto di lavoro.

La fattispecie è relativa al licenziamento di un dipendente di banca a cui era stato contestato l’accesso abusivo alle schede clienti per motivi extralavorativi, con grave violazione della privacy.

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