Regole OCSE contro la doppia imposizione

Nel caso di contribuenti residenti in Italia che producono redditi all’estero al fine di evitare la doppia imposizione che si può realizzare laddove il reddito sia tassato anche nello Stato della fonte, il modello di convenzione elaborato dall’OCSE contempla due possibili rimedi alternativi cioè il metodo dell’esenzione e/o metodo del credito d’imposta.
Al fine di approfondire i diversi aspetti della materia, è stata pubblicata in Evolution, nella sezione “Fiscalità internazionale”, una apposita Scheda di studio.
Il presente contributo analizza le soluzioni che possono essere applicate dagli Stati al fine di evitare la doppia imposizione del reddito prodotto all’estero dai soggetti residenti.

In considerazione del fatto che i soggetti residenti in Italia, siano essi persone fisiche ovvero persone giuridiche, sono tassati sui redditi ovunque prodotti, in base al principio della tassazione su base mondiale, si pone il problema di evitare la doppia imposizione, che si può realizzare laddove il reddito sia tassato anche nello Stato della fonte.

Il modello di convenzione elaborato dall’OCSE contempla due possibili rimedi alternativi al problema della doppia imposizione:

  • il metodo dell’esenzione, in base al quale lo Stato di residenza non assoggetta ad imposizione il reddito o il patrimonio del “proprio” contribuente;
  • il metodo del credito d’imposta, che prevede invece il riconoscimento al contribuente, da parte dello Stato di residenza, di una detrazione per le imposte pagate nello Stato della fonte.

Il nostro legislatore ha scelto di applicare il metodo del credito d’imposta, disciplinandolo nell’ambito dell’articolo 165 del Tuir.

L’articolo 165 è inserito nel Capo II Titolo III del Tuir, dove sono collocate le disposizioni comuni: la norma è quindi applicabile indistintamente ai soggetti Irpef e a quelli Ires.

La disposizione trova applicazione anche con riferimento alla stabile organizzazione di un soggetto non residente.

Con il metodo del credito d’imposta, sul reddito prodotto all’estero viene applicato il livello di imposizione più elevato fra quello dello Stato alla fonte e quello italiano, in quanto se:

  • imposta estera < imposta italiana → va versata la differenza in Italia;
  • imposta estera > imposta italiana → non vi è restituzione dell’eccedenza.

La differenza fra imposta estera e imposta italiana non è riconducibile soltanto alle diverse aliquote, ma anche ai differenti criteri di imputazione al periodo o di quantificazione del reddito da assoggettare ad imposizione.

Nella Scheda di studio pubblicata su EVOLUTION sono approfonditi, tra gli altri, i seguenti aspetti:

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

Nell’ampio panorama di agevolazioni per le imprese, composto da contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, super deduzioni fiscali, finanziamenti a tasso agevolato, voucher e formazione finanziata per lo sviluppo delle competenze, gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica hanno un ruolo da protagonista. Il master approfondisce con approccio operativo, in mezze giornate dedicate, le principali caratteristiche dei principali meccanismi incentivanti, spesso cumulabili tra loro, finalizzati a favorire la crescita economica delle imprese italiane attraverso investimenti in beni strumentali nuovi e investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione. A partire dal 15/09/2026

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Il percorso formativo illustra l’evoluzione della finanza aziendale da funzione prevalentemente amministrativa a vera e propria leva strategica, capace di sostenere la creazione di valore e di presidiare i rischi, sia interni sia esterni all’impresa. A partire dal 23/06/2026

Torna in alto