Impianti sportivi: istanze ex art. 5, D.Lgs. n. 38/2021. Cosa devono sapere ASD e SSD

L’art. 5, D.Lgs. n. 38/2021, rappresenta una delle novità più interessanti della Riforma dello sport sul tema degli impianti sportivi. Esso riconosce alle ASD e SSD iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RAS) la possibilità di presentare un’istanza agli enti territoriali proprietari di impianti sportivi pubblici – come i Comuni – per ottenerne l’affidamento in gestione, anche in deroga alle ordinarie procedure di evidenza pubblica, in presenza di determinati presupposti.

Un’occasione importante, ma da affrontare con consapevolezza: la norma, infatti, apre a scenari interessanti per le realtà sportive locali, a condizione che siano in grado di dimostrare requisiti tecnici, organizzativi ed economici idonei a garantire una gestione efficiente, in linea con l’interesse pubblico e con le finalità sportive-sociali dell’impianto.

 

Cosa prevede la norma?

L’art. 5 prevede che le ASD o SSD possano presentare all’Ente pubblico proprietario dell’impianto una proposta di utilizzo e gestione, anche in forma di project financing, allegando un progetto tecnico-gestionale e dimostrando la coerenza con la finalità pubblica dell’impianto. L’amministrazione potrà valutare la proposta e, se ritenuta meritevole, attivare una procedura semplificata di affidamento diretto o procedere con procedura comparativa, ma valorizzando l’apporto propositivo del soggetto richiedente.

 

Cosa deve contenere l’istanza?

Per essere valutata positivamente, l’istanza dovrà contenere almeno:

  • una relazione tecnica con la descrizione dell’impianto e delle attività previste;
  • un piano gestionale con orari, tariffe, modalità di fruizione e apertura al pubblico;
  • una relazione sull’impatto sociale, educativo e sportivo del progetto che tenga conto dell’inclusione a livello giovanile;
  • un piano economico-finanziario sostenibile, anche con eventuali investimenti migliorativi (meglio se asseverato);
  • l’indicazione della durata della concessione richiesta e dell’eventuale canone offerto;
  • la dimostrazione del possesso dei requisiti soggettivi (affiliazione, iscrizione RAS, statuto conforme).

 

Suggerimenti pratici

  • Verificare preventivamente, con l’amministrazione comunale, la disponibilità dell’impianto e l’intenzione di avvalersi delle procedure semplificate;
  • curare la qualità del progetto, anche con il supporto di tecnici qualificati e consulenti esperti in gestione sportiva;
  • includere elementi di innovazione e inclusione (ad esempio, accessibilità, attività per soggetti fragili, collaborazione con scuole);
  • preparare una copertura assicurativa e un piano per la sicurezza sul lavoro e dei minori, specie se si prevedono attività con bambini e ragazzi minori;
  • verificare l’idoneità urbanistica e igienico-sanitaria dell’impianto, anche in funzione di eventuali opere da realizzare.

 

Conclusioni

L’art. 5, D.Lgs. n. 38/2021, può rappresentare una leva strategica per il rilancio dello sport di base, favorendo il radicamento territoriale delle ASD e SSD. Ma non è un automatismo: occorre preparazione, visione e capacità progettuale. Il supporto di consulenti legali, tecnici e gestionali diventa fondamentale per costruire una proposta solida e coerente, capace di incontrare l’interesse pubblico dell’ente concedente.

Tuttavia, alcune amministrazioni comunali, per essere in linea con i principi di trasparenza e concorrenza, potrebbero attuare una preventiva manifestazione di interesse per raccogliere le potenziali adesioni, al fine di valutare, con ampia discrezionalità, anche di optare per una soluzione di gara a evidenza pubblica, in base al Codice dei contratti pubblici, ex D.Lgs. n. 36/2923.

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