La definizione dei pvc non sospende l’attività di accertamento

Da più parti giungono segnalazioni in merito alla volontà da parte degli Uffici di notificare, entro il prossimo 31 dicembre, degli avvisi di accertamento conseguenti a processi verbali di constatazione consegnati al contribuente entro il 24 ottobre scorso, e come tali rientranti nella definizione di cui all’articolo 1 D.L. 119/2018, tuttora in corso di conversione in legge.

L’obiettivo è evidentemente quello di far rientrare le somme contestate nel “budget” degli Uffici del periodo d’imposta 2018, tuttavia senza tener conto delle conseguenze che tale comportamento può avere in relazione alla volontà del contribuente di definire il pvc applicando le regole di cui all’anzidetto articolo 1.

Come noto, tale disposizione prevede la possibilità da parte del contribuente di definire il contenuto integrale dei processi verbali di constatazione consegnati entro il 24 ottobre 2018, presentando una dichiarazione integrativa finalizzata alla regolarizzazione delle violazioni in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, contributi previdenziali e ritenute, imposte sostitutive, Irap, Ivie, Ivafe e Iva.

È stabilito che la definizione, che necessariamente deve riguardare l’intero contenuto del processo verbale di constatazione (con evidenti limitazioni di convenienza), si perfeziona (articolo 1, comma 7, D.L. 119/2018) presentando la dichiarazione integrativa entro il 31 maggio 2019 e versando le imposte dovute (senza sanzioni ed interessi) entro la stessa data (o almeno la prima rata).

Tuttavia, per la presentazione della dichiarazione integrativa è necessario attendere un apposito provvedimento direttoriale che dovrà stabilire le modalità di presentazione della stessa, poiché non è chiaro se si tratterà di una dichiarazione integrativa speciale (modello ad hoc) o se si dovranno utilizzare i modelli tradizionali, ovvero se sarà individuata una modalità ancora differente.

Ciò sta a significare che allo stato attuale un contribuente non sarebbe in grado di procedere alla definizione del processo verbale, stante la mancata approvazione del predetto provvedimento attuativo (prodromico per ottenere il perfezionamento).

Ora, poiché l’articolo 1 D.L. 119/2018 non contiene alcuna sospensione dell’attività di accertamento, gli Uffici possono procedere alla notifica dell’avviso di accertamento conseguente al processo verbale, con obbligo da parte del contribuente di impugnare nei termini l’atto impositivo (tale accertamento non è infatti definibile ai sensi dell’articolo 2 D.L. 119/2018).

Pertanto, in attesa di conoscere le modalità per la definizione, che come detto deve avvenire entro il prossimo 31 maggio 2019, il contribuente è costretto a coltivare il contenzioso con evidente aggravio di costi (inutili vista la volontà di definizione del pvc) e di tempo.

D’altro canto per gli Uffici non vi sarebbe alcuna necessità di accelerare i tempi per la notifica dell’atto di accertamento, in quanto:

  • da un lato, l’articolo 1, comma 9, D.L. 119/2018 prevede un allungamento dei termini di accertamento di due anni per i processi verbali definibili con le regole indicate nel comma 1 e riferiti ai periodi d’imposta fino al 2015;
  • dall’altro, l’articolo 1, comma 8, D.L. 119/2018 prevede che in caso di mancato perfezionamento non si producono gli effetti della definizione e l’Ufficio procede alla notifica degli atti di accertamento conseguenti al processo verbale.

In buona sostanza, se il contribuente intenzionato alla definizione del processo verbale che ha ricevuto entro il 24 ottobre 2018 non presenta la dichiarazione integrativa entro il 31 maggio 2019, oppure non procede al relativo versamento delle imposte dovute (o almeno della prima rata), l’Agenzia avrà tutto il tempo per procedere alla notifica dell’avviso di accertamento.

Non si ravvisa quindi alcuna necessità di procedere alla notifica già entro il prossimo 31 dicembre, se non quelle di stanziare un “budget” in capo agli Uffici che non troverà alcun riscontro per effetto della successiva definizione da parte del contribuente.

Per approfondire questioni attinenti all’articolo vi raccomandiamo il seguente corso:

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

Nell’ampio panorama di agevolazioni per le imprese, composto da contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, super deduzioni fiscali, finanziamenti a tasso agevolato, voucher e formazione finanziata per lo sviluppo delle competenze, gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica hanno un ruolo da protagonista. Il master approfondisce con approccio operativo, in mezze giornate dedicate, le principali caratteristiche dei principali meccanismi incentivanti, spesso cumulabili tra loro, finalizzati a favorire la crescita economica delle imprese italiane attraverso investimenti in beni strumentali nuovi e investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione. A partire dal 15/09/2026

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Il percorso formativo illustra l’evoluzione della finanza aziendale da funzione prevalentemente amministrativa a vera e propria leva strategica, capace di sostenere la creazione di valore e di presidiare i rischi, sia interni sia esterni all’impresa. A partire dal 23/06/2026

Torna in alto