Bilancio di esercizio: come tradurlo in inglese?

Ripassiamo oggi la terminologia del bilancio. Ogni commercialista sa bene che a norma del diritto civile (according to Italian civil law), è responsabilità degli amministratori di una società (directors of a company, oppure, se preferite l’American English corporation) di redigere il bilancio di esercizio (trad. financial statements).

La legge distingue in primis tre documenti: lo stato patrimoniale, il conto economico e la nota integrativa. I contenuti di questi documenti ovviamente non sono identici da Stato a Stato, ma un notevole sforzo di armonizzazione proviene dagli International Accounting Standards (in forma di acronimo: IAS) che altro non sono che principi contabili internazionali. È dunque corretto scrivere che as a general rule, Italian companies must produce three main financial statements every year (ogni anno).

Ecco quindi le mie traduzioni di questi tre documenti.

Per lo stato patrimoniale non ho dubbi: consiglio di utilizzare balance sheet, termine che si riferisce proprio al documento e alle sue macrovoci di attivo (assets) e passivo (liabilities and owners’ equity).

Per il conto economico ci sono invece più alternative. In Inghilterra si usa frequentemente Profit and Loss Account ovvero Statement of revenue and expense. Gli americani, più semplicemente parlano di Income Statement. In ogni caso, sono proprio i dati del conto economico a consentire il calcolo della performance aziendale tramite il noto indice EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) – in buna sostanza riconducibile al MOL (margine operativo lordo).

Come noto, la lettura dei numeri richiede una interpretazione e una spiegazione: a questo serve appunto la nota integrativa che io tradurrei come Explanatory Notes to the Financial Statements.

 

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