Le farmacie registrano ancora criticità nei punteggi ISA 2025, nonostante l’introduzione del correttivo legato al nuovo modello di remunerazione SSN. Le anomalie sembrano derivare anche dagli effetti straordinari delle attività svolte durante il periodo Covid, rendendo necessario un ripensamento più ampio dell’ISA di settore.
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Il settore della farmacia ha subito nel corso degli ultimi anni significativi scossoni e turbolenze, soprattutto, ma non solo, a causa dell’emergenza pandemica dovuta al Codiv-19. Dopo la crisi sanitaria, infatti, le farmacie hanno visto modificata, dal mese di marzo 2024, la remunerazione del SSN per la dispensazione del farmaco; hanno implementato nei propri locali la c.d. farmacia dei servizi, che ha sì allargato l’offerta, ma a fronte di ingenti spese; e hanno dovuto tener testa alla crescente insoddisfazione economica dei propri farmacisti dipendenti, culminata con scioperi nazionali, nonostante un trend del costo del lavoro decisamente in crescita.
Il Fisco, però, non si è adeguato a questo contesto di profondo cambiamento, con la conseguenza che l’ISA di riferimento non ha colto le difficoltà del settore, emerse una volta esauritasi la bolla pandemica. Solo a seguito di ripetute segnalazioni formulate da Federfarma, l’Agenzia delle Entrate e Sogei hanno previsto un correttivo specifico per tenere conto del nuovo modello di remunerazione SSN, rispetto a quanto osservato nella fase di costruzione dell’attuale ISA DM04U. Di talché, il software applicativo “Il tuo ISA 2026 CPB”, che l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti lo scorso 13 maggio, tiene conto dell’anzidetto correttivo per l’anno d’imposta 2025.
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Federfarma aveva però segnalato all’Agenzia delle Entrate un altro problema, che si era manifestato per gli anni del Covid-19 e per gli anni successivi, e che aveva comportato, in numerose situazioni, dei punteggi ISA inferiori rispetto agli anni precedenti, non giustificati da un apprezzabile cambiamento dei comportamenti.
Una possibile causa era stata individuata e segnalata alla stessa Agenzia delle Entrate nel fatto che una parte consistente delle farmacie, circa la metà ma con incidenze molto differenziate, rispondendo all’appello del Governo, negli anni del Covid, e in particolare nel 2021 e 2022, avevano attivato il servizio per effettuare tamponi e vaccini.
Il compenso percepito per queste prestazioni remunerava un’attività avente margine e natura straordinari, ben diversi rispetto all’attività tipicamente svolta fino a quel momento in farmacia.
Sia il 2021 che il 2022 sono stati compresi negli 8 anni precedenti di monitoraggio dell’ISA e siccome non si è tenuto conto della diversa natura e conseguente marginalità, i punteggi ISA delle annualità successive – 2023, 2024 e 2025 – potevano e possono risultare in molti casi falsati e quindi non corretti.
Per dare ancor più evidenza di tale distorsione e consentire una adeguata analisi mirata ad agevolare il confronto con l’Agenzia delle Entrate e con Sogei, Federfarma, con una Nota specifica inviata a tutte le farmacie associate del Paese, ha chiesto di segnalare i casi che presentano punteggi ISA bassi per l’anno d’imposta 2025 senza un’apparente giustificazione. La comunicazione deve essere trasmessa a mezzo mail all’indirizzo isa2025@federfarma.it entro il prossimo mese di agosto 2026.
A oggi, a seguito di un’analisi su un campione significativo di farmacie, pare possibile confermare che diversi punteggi ISA anomali si sono verificati anche con riferimento al periodo d’imposta 2025, nonostante l’inserimento del correttivo che tiene conto del nuovo modello di remunerazione SSN. Ciò attesta il fatto che l’aggiustamento introdotto non è sufficiente e sarebbe forse necessario un ripensamento globale del meccanismo di funzionamento dell’ISA applicabile alle farmacie, nonché dell’utilizzo che gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate ne fanno, venendo l’ISA impiegato come elemento centrale sul quale fondare la pretesa invece che come mero strumento di selezione.
