Morte dell’agente in regime forfettario e adempimenti per gli eredi

Un agente di commercio, che svolgeva la sua attività come forfettario, muore il 02/11/2020. Unico erede la moglie, la quale dovrà emettere fattura ai committenti sulle competenze che saranno liquidate via via che matureranno e saranno pagate. Che tipo di fattura dovrà emettere, con la partita Iva del soggetto deceduto?

In sostanza può emettere fattura ai fini Iva come forfettario? ai fini delle imposte sui redditi deve poi assoggettare quanto percepito a tassazione separata? Deve essere applicata la ritenuta?


Al fine di fornire una risposta al quesito prospettato, merita di essere richiamato l’articolo 35-bis D.P.R. 633/1972, in forza del quale gli obblighi a cui sarebbe stato tenuto il professionista deceduto “possono essere adempiuti dagli eredi, ancorché i relativi termini siano scaduti non oltre quattro mesi prima della data della morte del contribuente, entro i sei mesi da tale data”.

La richiamata disposizione ha sollevato, negli scorsi anni, alcuni dubbi interpretativi, posto che le prestazioni di servizi si possono considerare effettuate, ai fini Iva, soltanto al momento del pagamento della prestazione o dell’emissione della fattura, se precedente: ciò significava, dunque, che gli eredi non potevano emettere fattura per le prestazioni svolte dal professionista, posto che l’articolo 35 bis fa espresso richiamo alle operazioni già effettuate dal de cuius.

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