L’erede trust non paga imposta di successione

La recente risposta ad interpello n. 90/2024 ha affrontato l’interessante caso di un trust erede di una signora. Nel nome del file pdf della risposta (e nell’oggetto dell’interpello) si legge “trust testamentario”, ma l’indicazione non appare pertinente, atteso che il trust testamentario è quello che nasce con il testamento del de cuius, mentre in questo caso il trust era già stato costituito in vita ed ha ricevuto dei beni in eredità. In sostanza, non si tratta di un trust testamentario, ma di un trust nominato erede testamentario.

È ormai noto come la circolare n. 34/E/2022 abbia avuto modo di chiarire che l’Agenzia delle entrate ha recepito l’orientamento della Cassazione in tema di imposizione indiretta dei trust, chiarendo che le imposte di donazione e le ipotecarie e catastali sono dovute in misura proporzionale, non tanto nel passaggio dei beni dal disponente al trustee, quanto nel successivo momento del passaggio dal trustee ai beneficiari, perché è solo in tale occasione che si appalesa l’effetto arricchitorio dei beneficiari.

Invero, la circolare contiene delle sfumature, in quanto l’Agenzia delle entrate ammette che la tassazione proporzionale potrebbe avvenire da subito, se si concretizza immediatamente detto effetto arricchitorio.

Non senza qualche incertezza, si potrebbe forse affermare che potrebbe essere il caso in cui il beneficiario del trust può pretendere i beni dal trustee.

La circolare, tuttavia, non esamina il caso della tassazione del trust testamentario. L’Agenzia delle entrate, con la risposta ad interpello n. 371/2019, aveva già avuto modo di affrontare il caso di un “de cuius” che con testamento aveva nominato Tizio esecutore testamentario e “trustee” di un “trust“, appositamente costituito con il medesimo testamento, in cui la nipote (figlia della sorella del “de cuius“) ricopriva il ruolo di soggetto beneficiario.

In quell’occasione, era stato affermato che, nel rispetto dei principi di territorialità della imposta di donazione, il prelievo doveva avvenire nella fase iniziale del passaggio dei beni al trustee. Quelle conclusioni, tuttavia, non sono più attuali, stante il mutamento di orientamento dell’Ufficio.

Si deve ritenere che il trust testamentario, pur in assenza di un puntuale chiarimento, sconti l’imposta nella fase finale del passaggio dei beni dal trustee a beneficiario. La tassazione nella fase iniziale potrebbe essere ammessa solo nei casi in cui il trust determini un profilo arricchitorio del beneficiario da subito. Ritenere che il momento impositivo debba intervenire sempre nel passaggio inziale appare incongruo, anche perché discriminerebbe in modo inopportuno la fattispecie in discorso da quella in cui il trust viene istituito in punto di morte, ma con il disponente ancora in vita.

Tuttavia, diverso è il caso in cui non si configuri la fattispecie del trust testamentario, bensì quella del trust erede del de cuius. Ritenere che, anche in detta fattispecie, la tassazione proporzionale debba avvenire nel passaggio finale dei beni dal trustee ai beneficiari è una tesi ragionevole ma, ad avviso di chi scrive, non del tutto scontata.

Con piacere abbiamo avuto modo di appurare che la tesi è stata sposata dall’Agenzia delle entrate, con la recente risposta ad interpello n. 90/2024. L’Agenzia rileva che “Il richiamato principio generale [illustrato nella C.M. 34/E relativo alla tassazione posticipata] non muta nel caso in cui, come nel caso di specie, secondo quanto affermato nell’istanza, la dotazione dei beni nel trust da parte della Disponente è avvenuta mortis causa, mediante testamento con cui la stessa Disponente ha nominato quale erede universale il Trust”.

L’Agenzia non si sofferma, tuttavia, sul caso segnalato in precedenza, dove l’effetto arricchitorio possa manifestarsi sin da subito.

Questi chiarimenti, se risulteranno ancora attuali dopo la riforma dell’imposta di successione e donazione, indurranno molti a costituire un trust in vita con una modesta dotazione, per riservarsi di nominarlo proprio erede universale. Il differimento della tassazione non sarà, invero, necessariamente l’elemento scatenante dell’operazione, in quanto il trust potrebbe essere semplicemente una modalità per una successione ordinata.

Del resto, non vanno dimenticati gli inderogabili diritti che il nostro ordinamento riconosce ai legittimari!

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

Nell’ampio panorama di agevolazioni per le imprese, composto da contributi a fondo perduto, crediti d’imposta, super deduzioni fiscali, finanziamenti a tasso agevolato, voucher e formazione finanziata per lo sviluppo delle competenze, gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica hanno un ruolo da protagonista. Il master approfondisce con approccio operativo, in mezze giornate dedicate, le principali caratteristiche dei principali meccanismi incentivanti, spesso cumulabili tra loro, finalizzati a favorire la crescita economica delle imprese italiane attraverso investimenti in beni strumentali nuovi e investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione. A partire dal 15/09/2026

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Il percorso formativo illustra l’evoluzione della finanza aziendale da funzione prevalentemente amministrativa a vera e propria leva strategica, capace di sostenere la creazione di valore e di presidiare i rischi, sia interni sia esterni all’impresa. A partire dal 23/06/2026

Torna in alto