Gli aspetti contabili del passaggio dell’azienda in liquidazione

Il passaggio da azienda in funzionamento a azienda in liquidazione comporta una serie di rettifiche da apportare alla situazione dei conti redatta da parte degli amministratori.

In particolare, il mutamento dello stato del soggetto giuridico può provocare la necessità di procedere all’accantonamento di somme per rischi e oneri o per imposte conseguenti alla liquidazione dell’azienda.

Solitamente, in merito al profilo contabile, si procede ad una chiusura dei conti e, successivamente, a una riapertura, al fine di recepire, all’interno del libro giornale, la posizione emergente dal bilancio riferibile all’ultimo periodo di normale attività delle società.

Nella fase di liquidazione il bilancio deve essere redatto, in quanto compatibile, in base ai principi di redazione previsti per il bilancio ordinario.

Occorre, in particolare, procedere all’accantonamento a fondo per futuri oneri di liquidazione, nell’ipotesi di:

  • compensi ai liquidatori o sostenimento di spese per perizie (oneri di liquidazione);
  • accantonamenti per imposte su realizzo di beni aziendali (imposte indeducibili).

A titolo esemplificativo, la scrittura contabile in partita doppia, relativa all’accantonamento a fondo per oneri di liquidazione, prevede una variazione economica negativa, per il sostenimento di oneri di liquidazione, e una variazione finanziaria passiva, per la rilevazione dell’accantonamento a fondo.

Oneri di liquidazione a Fondi per rischi e oneri
Accantonamento per compensi ai liquidatori e spese per perizie

Diversamente, la scrittura contabile in partita doppia, relativa all’accantonamento a fondo per imposte indeducibili su realizzo di beni aziendali, prevede una variazione economica negativa, per l’accantonamento per imposte, e una variazione finanziaria passiva, per la rilevazione dell’accantonamento a fondo.

Accantonamenti per imposte indeducibili a Fondi per imposte (anche differite)
Accantonamento per imposte su realizzo di beni aziendali

Infine, si rileva che, nell’ipotesi in cui dovesse essere deliberata la mancata prosecuzione dell’attività, la gestione di liquidazione comporta la trasformazione del patrimonio aziendale da strumento di produzione del reddito ad un mero insieme di beni.

Le conseguenze sono:

  • la cessazione della distinzione tra le macro-classi B e C di stato patrimoniale, ossia della distinzione tra immobilizzazioni e attivo circolante;
  • l’interruzione degli ammortamenti e delle svalutazioni straordinarie per perdite durevoli di valore.

Potrebbe interessarti anche...

Area fiscale

Articoli del giorno

Corsi in evidenza

Il Master è rivolto a dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti fiscali e professionisti che assistono imprese agricole o intendono specializzarsi nel settore. L’obiettivo del percorso è formare professionisti in grado di supportare efficacemente le imprese agricole nella gestione fiscale, societaria e strategica, diventando un punto di riferimento qualificato in un settore in continua evoluzione. A partire dal 10/09/2026

Il corso, articolato su 5 giornate, è orientato ai professionisti della crisi (Commercialisti, Avvocati, Consulenti del Lavoro) che devono accompagnare l’impresa nei diversi percorsi di risanamento ovvero nelle procedure di liquidazione giudiziale. A partire dal 16/06/2026

Il percorso formativo illustra l’evoluzione della finanza aziendale da funzione prevalentemente amministrativa a vera e propria leva strategica, capace di sostenere la creazione di valore e di presidiare i rischi, sia interni sia esterni all’impresa. A partire dal 23/06/2026

Torna in alto