Isa: come migliorare il punteggio di affidabilità

Per migliorare il punteggio di affidabilità ai fini Isa non è sempre sufficiente dichiarare maggiori componenti positivi.

Dobbiamo infatti distinguere tre diverse tipologie di indicatori elementari:

  • indicatori che hanno la finalità di evidenziare al contribuente gli errori di compilazione,
  • indicatori che segnalano anomalie economiche allo scopo di favorirne la correzione, ma che sono “insensibili” ad eventuali maggiori componenti positivi di reddito,
  • indicatori elementari per i quali è possibile migliorare il punteggio di affidabilità dichiarando ulteriori componenti positivi.

Possiamo, ad esempio, ricondurre al primo gruppo l’indicatore “Corrispondenza dell’anno di iscrizione ad albi professionali con i dati in anagrafe tributaria” e l’indicatore “Corrispondenza dell’anno di inizio attività con i dati in Anagrafe Tributaria”.

I richiamati indicatori di anomalia:

  • assumono rilievo nell’ambito di alcuni Isa, quando la variabile età professionale risulta essere direttamente rilevante per la stima dei compensi per addetto e/o del valore aggiunto per addetto,
  • si “attivano” se il dato indicato nel modello Isa e quello risultante in Anagrafe tributaria (e contenuto quindi tra i dati precalcolati) non sono coincidenti. Nel caso di disallineamento l’indicatore assume un valore pari a 1, riducendo quindi drasticamente l’indice di affidabilità complessivo.

Il contribuente che, quindi, abbia ottenuto un punteggio particolarmente basso a fronte del valore 1 assunto da uno dei richiamati indicatori, non potrà trarre alcun beneficio dall’indicazione di maggiori componenti positivi. L’unica soluzione è quella di correggere il dato errato.

Più precisamente:

  • se il dato errato è quello indicato nel modello, sarà sufficiente modificare il modello,
  • se il dato errato è quello richiamato dai dati precalcolati, il contribuente potrà modificare i dati precalcolati errati e calcolare nuovamente il proprio Isa con i dati modificati.

Passiamo quindi ad un’altra tipologia di indicatori, non legati a meri errori di compilazione, ma comunque “insensibili” ad eventuali maggiori componenti positivi di reddito.

Un esempio viene fornito dalla circolare 20/E/2019, la quale cita gli indicatori “Durata e decumulo delle scorte” e “Incidenza dei costi residuali di gestione”: l’eventuale anomalia scaturente dagli stessi potrà essere rimossa solo correggendo i dati rilevati come anomali, mentre la dichiarazione di ulteriori componenti positivi non potrà in alcun modo migliorare il punteggio dei singoli indicatori.

Come distinguere, quindi, gli indicatori elementari per i quali è possibile migliorare il punteggio di affidabilità indicando ulteriori componenti positivi, da quelli che risultano, invece, “insensibili” ai maggiori componenti positivi dichiarati?

La circolare 20/E/2019 chiarisce che, per distinguere le suddette categorie di indicatori:

  • è possibile consultare le Note tecniche e metodologiche dei singoli Isa,
  • per maggiore semplicità, in ogni caso, il softwareIl tuo Isa 2019” reca, nella scheda di dettaglio, per gli indicatori “sensibili” ai maggiori componenti positivi, la dicitura “Ulteriori componenti positivi da dichiarare per massimizzare il profilo di affidabilità dell’indicatore” e il relativo importo.

Il valore indicato dal software è quello da dichiarare per giungere al punteggio massimo: il contribuente è tuttavia libero di determinare il maggior compenso da dichiarare, ben potendo attestarsi su valori inferiori al 10, secondo quelle che sono le sue valutazioni di convenienza.

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