Come si traducono in inglese le imposte più diffuse nel mondo?

Questa settimana passeremo in rassegna le definizioni di imposte (“taxes or levies”) che il commercialista può ragionevolmente aspettarsi di trovare in ogni Paese. Sono definizioni indispensabili per chiunque voglia definirsi esperto in “taxation” o, nel caso di contenzioso tributario, “tax litigation”.

Una regola piuttosto diffusa è: «people pay tax according to their income and business pay tax according to their profit».

Iniziamo, quindi, dall’imposta sui redditi che deve tradursi senza esitazioni con “income tax”. A seconda che una persona fisica sia dipendente (“employee”) o libero professionista (“self-employed”), l’imposta sui redditi è versata attraverso un sostituto d’imposta (“withholding of tax at source”) ovvero tramite un pagamento diretto da parte del contribuente. Rispetto alle imposte sui redditi delle persone fisiche è utile il concetto di“bracket”(scaglione).

L’imposta sul valore aggiunto esiste in oltre 60 Paesi del mondo e si traduce con “value added tax” (V.A.T). L’aliquota (rate) dell’imposta varia ovviamente a seconda dei prodotti, e degli Stati. In Italia, ad esempio, «the standard rate of VAT is 22%». Negli ultimi anni, è capitato di leggere che, per via delle crisi finanziarie di alcuni Stati, «the standard rate of VAT rose from 17.5% to 20%». Per specificare se l’IVA sia o meno inclusa in un determinato prezzo scriveremo «prices are inclusive of VAT».

Un’eccezione significativa all’uso dell’IVA sono gli Stati Uniti d’America, Paese che privilegia l’utilizzo di una semplice tassa sulle vendite, denominata sales tax.

In molti ordinamenti è prevista una imposizione sulle proprietà immobiliari: il termine più adatto in questi casi è “property tax”. Così, ad esempio, capiterà talvolta che «multiple jurisdictions may tax the same property».

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