Scenario delle Professioni: le PMI chiedono di più e il commercialista diventa partner della crescita

Due imprese su tre cercano consulenza strategica

Due aziende su tre chiedono consulenza strategica al proprio professionista di fiducia. È uno dei dati più significativi del White Paper Scenario delle Professioni 2026, che mette in evidenza un cambiamento già in corso nel rapporto tra commercialisti e imprese clienti. Agli Studi non viene più richiesto soltanto di presidiare gli adempimenti fiscali e contabili, ma anche di affiancare gli imprenditori nelle decisioni che incidono sullo sviluppo dell’attività.

La domanda è particolarmente rilevante per le PMI che non dispongono di figure interne dedicate alla finanza, al controllo di gestione o alla digitalizzazione. In questi casi, il commercialista può assumere un ruolo più ampio, mettendo le proprie competenze al servizio delle scelte aziendali. Il White Paper evidenzia, tuttavia, un divario tra le esigenze delle imprese e la capacità degli Studi di tradurle in un’offerta consulenziale strutturata.

Controllo di gestione e finanza: le nuove esigenze delle PMI

Il controllo di gestione, la pianificazione finanziaria e il supporto nell’accesso al credito sono tra gli ambiti nei quali questa evoluzione può trovare concreta applicazione. Per il commercialista significa valorizzare la conoscenza dei dati aziendali, affiancando alla loro elaborazione la capacità di interpretarli e di utilizzarli a supporto delle decisioni dell’imprenditore.

Non si tratta necessariamente di sostituire i servizi tradizionali, ma di integrarli con attività che richiedono competenze analitiche, manageriali e relazionali. Un passaggio che interessa anche l’organizzazione dello Studio: sviluppare nuovi servizi significa individuare le competenze necessarie, investire nella formazione e ripensare la distribuzione delle attività.

La digitalizzazione come servizio di consulenza

Un altro ambito di sviluppo riguarda l’accompagnamento delle imprese nelle scelte tecnologiche. Secondo il White Paper, il professionista è spesso il primo interlocutore con cui l’imprenditore valuta l’adozione di strumenti digitali, grazie alla conoscenza delle caratteristiche e delle esigenze dell’azienda.

La tecnologia può inoltre contribuire a rendere disponibili risorse per la consulenza. Il 71% dei professionisti che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale segnala una riduzione dei tempi operativi e delle attività ripetitive. Ma il recupero di efficienza non si traduce automaticamente in nuovi servizi: occorrono competenze, processi organizzativi adeguati e una proposta professionale riconoscibile dal cliente.

Competenze e strumenti per accompagnare la crescita

È su questo collegamento tra sviluppo dello Studio e competitività delle imprese che si inserisce la visione di TeamSystem. Attraverso strumenti digitali integrati, capaci di favorire la collaborazione tra professionisti e aziende, e attraverso la formazione di Euroconference, l’attenzione si concentra sulle condizioni necessarie per ampliare i servizi e rafforzare le competenze consulenziali.

Il progetto Scenario delle Professioni, sviluppato con The European House – Ambrosetti, contribuisce a questa riflessione mettendo in relazione innovazione, competenze e nuove esigenze delle PMI.

La prospettiva che emerge è chiara: la crescita dei servizi professionali non dipende soltanto dall’adozione di nuove tecnologie, ma dalla capacità di trasformare conoscenze, dati e relazione fiduciaria in un supporto concreto alle decisioni delle imprese.

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