L’ISTAT, con nota del 15 maggio 2026, ha reso noto che il coefficiente per la determinazione del TFR, accantonato al 31 dicembre 2025, ad aprile 2026 è pari a 2,311728. L’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al mese di aprile è pari a 102,5.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua, principalmente a causa della netta risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,6%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,3%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%). Un
parziale effetto di freno alla crescita dell’inflazione si deve alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi, tra cui quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%). La
crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale a +2,3% (da +2,2%), mentre l’inflazione di fondo scende a +1,6% (da +1,9%). L’inflazione acquisita ad aprile, per il 2026, è pari a +2,3%.
Pertanto, a fronte dell’accelerazione dei prezzi dei beni su base annua (da +0,8% a +3,1%) e del rallentamento dei prezzi dei sevizi (da +2,8% a +2,4%), il differenziale tra il comparto dei servizi e quello
dei beni è pari a -0,7 punti percentuali (dai +2,0 del mese precedente).
Nel mese di aprile l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +1,9% a +1,6%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%).
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +1,0% e una tendenziale di +2,6%.
Alla pagina Numeri del lavoro sono disponibili tutti i valori relativi al 2026.
