Legittimo il licenziamento per violazione riservatezza

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza 8 giugno 2017, n. 14319, ha stabilito che è legittimo il licenziamento disciplinare del dipendente che, in violazione delle disposizioni aziendali, abbia avuto accesso al profilo dei clienti senza alcuna autorizzazione. La giusta causa trova riscontro nel rilievo che il vincolo fiduciario assumeva per le funzioni svolte dal dipendente e per il potere discrezionale in ordine alla possibilità di accedere alla visualizzazione dei dati dei clienti, sia per aver esposto il datore di lavoro al rischio, nei confronti degli utenti, della violazione dei diritti di riservatezza e segretezza.

 

 

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