Illegittimo il licenziamento del dipendente che si difende con espressioni offensive

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 22 giugno 2018, n. 16590, ha stabilito che, in materia di licenziamento per giusta causa, non costituisce illecito disciplinare, né fattispecie determinativa di danno ingiusto – grazie alla scriminante di cui all’articolo 598, comma 1, c.p., avente valenza generale nell’ordinamento – attribuire al proprio datore di lavoro, in uno scritto difensivo, atti o fatti, pur non rispondenti al vero, concernenti in modo diretto e immediato l’oggetto della controversia, ancorché tale scritto contenga, in ipotesi, espressioni sconvenienti o offensive.

 

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